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E’ morto Dario Fo: un legame forte con la città, anche Genova piange il premio Nobel foto

Dall'Archivolto alla Comunità di Don Gallo, passando per il G8 e l'abbraccio ai carcerati di Marassi

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Genova. Anche Genova piange Dario Fo che per molti anni ha avuto un forte rapporto con il capoluogo ligure. Il premio Nobel, infatti, già negli anni Ottanta faceva spesso apparizioni nei teatri cittadini, a partire dall’Archivolto, con il quale aveva fatto importanti attività dedicata alla scuola.

dario fo

Il legame con l’Archivolto genovese si è consolidato sempre di più. Il video mostra il momento in cui il grande artista, alla notizia della chiusura del teatro, si precipitò al Modena dove realizzò l’affresco di Ipazia.

“Ho deciso di regalare questo affresco al Teatro – raccontava Fo – ma invece di farlo sul muro, l’ho dipinto su tela così se avranno bisogno di soldi potranno staccarlo e venderlo”.

Il forte legame con la città si rivelò anche in altre occasioni. Il “giullare” più famoso d’Italia, a novembre 2013 visitò il carcere genovese di Marassi, sul cantiere dove poi è sorto il Teatro dell’Arca, l’unico in Italia ad essere edificato nell’intercinta carceraria.

Strettissimo anche il legame con la Comunità San Benedetto di Don Gallo. Fu sua l’idea, qualche giorno più tardi, di mettere all’asta il suo quadro raffigurante gli eventi alla Scuola Diaz durante il G8 del 2001.

Nell’ottobre del 1997 Dario Fo ricevette il Premio Nobel per la Letteratura, al ritorno da Stoccolma atterrò a Genova e la sua prima cena italiana da Nobel, la sera stessa, la fece alla “Trattoria ‘A Lanterna” dalla quale chiamò Franca insieme a Don Andrea Gallo per avvisarla del suo arrivo.