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L'attacco

Migranti in via XX, Viale: “Doria verifichi condizioni igieniche invece di fare passerelle”

“Il sindaco Doria, massima autorità competente nel territorio comunale di Genova, dovrebbe disporre adeguati accertamenti sulle condizioni igienico sanitarie dell’immobile destinato all’accoglienza di nuclei familiari di immigrati. Evidentemente la struttura, ha dei problemi nell’allaccio alla rete idrica. Anziché fare passerelle, quindi, dovrebbe provvedere a verificare, come di sua competenza, le condizioni in cui vivono le persone ospitate nell’appartamento”.

Lo dichiara la vicepresidente e assessore regionale alla Salute e all’Immigrazione Sonia Viale intervenendo in merito all’accoglienza di 11 immigrati nell’appartamento, proprietà del Demanio, in via XX Settembre a Genova. La vicepresidente Viale, inoltre, illustra i dati della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale attiva dal 13 maggio 2015 presso la Prefettura di Genova. “Risulta che – spiega la vicepresidente Viale – su 2.724 istanze trattate, 1.288, cioè il 47%, ha avuto esito negativo e 540 hanno avuto esito positivo, pari a un quinto delle domande trattate. Restano 3.482 istanze da definire”.

“È evidente – continua la vicepresidente Viale – che solo una parte dei richiedenti asilo risulta realmente in possesso dei requisiti necessari. I tempi di trattazione delle pratiche, inoltre, vanno da poche settimane, nel caso di situazioni di documentata vulnerabilità, a un anno per tutti gli altri, situazione questa che determina gravi conseguenze sulla tenuta del sistema del progetto Sprar, ormai indifferentemente usato sia per richiedenti asilo sia per chi ha già ottenuto lo status di profugo”. La vicepresidente Viale infine sottolinea: “Nella ‘Carta di Genova’ abbiamo presentato le nostre proposte, condivise con Lombardia e Veneto, sull’ urgente necessità di ridefinire i rapporti col governo in tema di politiche migratorie che oggi, così come sono concepite e attuate, stanno minando profondamente il sistema di accoglienza a livello regionale e la coesione territoriale. Come specificato nella Carta, è indispensabile che si affronti il tema dei rimpatri, a oggi impossibili vista l’assenza di accordi bilaterali con i paesi di provenienza. Chi non ha diritto di restare, deve essere riportato nel proprio paese di origine”.

E solidarietà a residenti di via XX è stata espressa dagli esponenti leghisti Franco Senarega e Stefana Pucciarelli. “Dopo i migranti sopra la testa – spiega Senarega – residenti e commercianti si sono ritrovati Paita e Doria sul pianerottolo di casa. Invece che far scattare la protesta contro la decisione presa dai condomini, questi manifestanti potrebbero far scattare l’accoglienza di un migrante a casa propria. La disumanità più grande è accettare che possa esistere questa immigrazione selvaggia e fuori controllo, che è anche causa delle tragedie nel Mar Mediterraneo, dove queste persone perdono la vita”.

“E’ troppo facile, anzi direi vile – aggiunge Pucciarelli – scaricare la responsabilità su cittadini che, da un giorno all’altro, si sono trovati assediati, in casa loro, da presunti profughi, e ieri persino dai buonisti pro migranti, Paita e Doria compresi. Fermo restando che l’acqua in casa c’è perché arriva a caduta da una cisterna, negare il benestare ai lavori di allaccio diretto può apparire un gesto estremo e disperato. Ancorché annunciato dai residenti, che lottano da tempo contro l’insediamento imposto dall’alto. Questa circostanza dovrebbe far riflettere tutti su quanto siano esasperati i liguri e gli italiani, che di certo non sono razzisti, né xenofobi”.

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