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“E’ la mia compagna che mi fa violenza”, la scusa degli uomini che “odiano le donne”

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Genova. Uomini che “odiano le donne” come il titolo di un famoso giallo, ma anche uomini che, in buona fede, credono di non fare nulla di male a esercitare violenza sulla propria partner. Un tema delicato, troppo peso all’attenzione della cronaca, che ha visto, a Genova, a Palazzo Ducale, una giornata di riflessione. L’evento, dal titolo “Prima della violenza”, è stato realizzato in occasione della prima Giornata nazionale maschile contro la violenza sulle donne e, spiegano gli organizzatori, rappresenta un importante passo in avanti da parte della società civile, perché prima d’ora non aveva avuto mai luogo un’iniziativa maschile contro gli abusi sulle donne.

Donne antiviolenza

“Sono parecchie le persone che vengono a chiedere aiuto-spiega Silvia Baudrino, Vice presidente dell’associazione Write Dove – anche se non sono tantissimi rispetto alle donne che subiscono violenza. Noi vediamo un 20 30 uomini all’anno che però, se confrontati con le 600 donne vittime di violenza che chiedono aiuto ai centri, è ovviamente una percentuale bassissima”

“La violenza è trasversale ma il problema è che non c’è un vero identikit dell’uomo – sottolinea Michele Poli dell’associazione maschile plurale – ma si tratta di una intera cultura maschile che è problematica. Purtroppo gli uomini arrivano ai nostri centri troppo tardi nel senso che hanno gia fatto violenza e quindi in genere se ne rendono conto dopo che la violenza è avvenuta e anche loro si spaventano di quello che hanno fatto. Capiscono.che hanno un problema ma danno sempre la colpa alla partner. Arrivano e dicono lei mi ha provocato mi ha fatto violenza ma in realtà quando verifichiamo questo non è corrispondente alla realtà. Sono loro a fare i primi atti violenti”.

Una situazione confermata da Claudio Magnabossco della Rete degli uomini contro la tratta. “Gli uomini non sanno di essere violenti – spiega – fingono, dicono io sono buono non ho mai picchiato nessuno, mai ammazzato nessuno. Ma bisogna andare un pochettino oltre perche invece la violenza si scatena anche nella persona più impensabile in quella che sembra più tranquilla e più affidabile. Questa iniziativa – conclude Magnabosco – serve a delegittimare ogni scusa e giustificazione prima che scatti la violenza perché dopo e troppo tardi”.