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"deserto"

Erzelli, Apa (Uilm): “Necessario uscire dalla politica dei due tempi”

Genova. “Non era necessario l’allarme dato dall’AD Siemens sulla collina degli Erzelli, per denunciare, cosa nota a tutti, un operazione di tipo immobiliare. Non c’è dubbio è venuto meno il vero progetto che poteva cambiare in parte il volto industriale di Genova, ovvero il Parco tecnologico con annessi insediamenti non solo della grande impresa ma soprattutto del tessuto industriale high tech concentrato in prevalenza a Sestri Ponente”. A dirlo è il segretario generale della Uilm genovese Antonio Apa.

“Ancora una volta registro, che è andata avanti la logica del primo tempo senza definire l’avanzamento del secondo tempo legato alle infrastrutture, lo spostamento dell’Università dell’IT, penso anche al mancato ribaltamento a mare, che poteva essere sinergico con l’Università creando una cittadella della cantieristica e con lo spostamento della sede di via Cipro nelle aree liberate da Fincantieri”.

“Ora è inutile piangersi addosso, la capacità della classe dirigente ligure a tutti i livelli, è stata quella di dare priorità al mattone e ai grandi centri commerciali senza prospettive di sbocco industriale ed occupazione per le nuove generazioni e di decollo portuale con annessa una forte logistica. Oggi la collina degli Erzelli assomiglia ad un deserto…. Si parla tanto di investitori, stranieri e non, che potrebbero investire in Italia, ma se questo è il biglietto da visita della Liguria, ce li possiamo dimenticare”.

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