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Elisa Casanova dice addio: “Ho combattuto e mi sono sempre divertita” foto

La centroboa genovese saluta la pallanuoto giocata dopo ventitré anni di attività

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Genova. Le giovanili alla Polisportiva Sturla come nuotatrice, per tredici anni; il passaggio alla pallanuoto con il debutto nel 1993 nella Ponente Ligure Albenga, squadra con la quale giunge in Serie A. Poi, il Lerici Sport, tra Serie A2 e A1. Quindi Varese Olona, sei anni alla Fiorentina, quattro all’Imperia. E lo scorso anno l’ultima stagione, con il Rapallo.

Elisa Casanova, che il 26 novembre compirà 43 anni, ha vinto tanto: due scudetti, una Champions Cup, due volte la Coppa Len e due volte la Supercoppa Len. Senza dimenticare le 122 presenze in Nazionale maggiore, con l’apice raggiunto conquistando il titolo europeo ad Eindhoven nel 2012.

La centroboa ligure resterà per sempre un simbolo della pallanuoto femminile italiana. Il suo addio alla waterpolo giocata era noto da mesi; oggi lo ha ufficializzato con le sue dichiarazioni.

“Costume, asciugamano e basta. Chi mi conosce sa che non uso ciabatte, né cuffia, tantomeno gli occhialini – dice Elisa -. La divisa sociale invece sì e sempre con grande orgoglio. Un rito che è andato avanti per trentasette anni: i primi per nuotare, gli ultimi ventitré per giocare a pallanuoto“.

“Sabato invece non scenderò in acqua e non lo farò nemmeno nelle settimane successive perché ho deciso di smettere. Dopo tanti anni e tanti annunci ‘farlocchi’ fatti da chiunque, sono io a voler salutare il Campionato che va ad iniziare e che non mi vedrà schierata“.

“Quello che mi resta dentro è tantissimo: ho combattuto e mi sono sempre divertita, ho vissuto la gioia della vittoria e l’amarezza della sconfitta, l’intensità dei rapporti umani, la crescita tecnica e tattica, la magia dello spogliatoio, l’orgoglio di appartenenza. Ma soprattutto la certezza personale di avere sempre dato tutto e di non essermi mai risparmiata“.

“Tanto impegno e tanto tempo dedicato alla pallanuoto: si dice sacrificio ma date retta a me, i veri sacrifici della vita sono altri, noi siamo comunque privilegiati e fortunati“.

“Ed ora i ringraziamenti. Che sono per tutti. La mia Famiglia che mi ha sempre supportato e sopportato.I miei allenatori e le mie compagne di squadra: grazie perché da ognuno di voi ho imparato qualcosa“.

“Chiudiamo con i saluti. In bocca al lupo a tutti – conclude – con la speranza di vedere una pallanuoto migliore“.