Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Viaggio nel cantiere del Bisagno: a fine lavori portata più che raddoppiata fotogallery

Con il terzo lotto, che Renzi inaugurerà venerdì, i negozi sotto la ferrovia saranno demoliti. Doria ribadisce: "Paghiamo noi e il Governo"

Genova. “Questa visita non è in polemica con nessuno ma solo un modo per far capire ai cittadini che i cantieri vanno avanti e si tratta dei due cantieri forse più importanti d’Italia dal punto di vista dell’Ingegneria idraulica”. L’assessore comunale alla protezione civile Gianni Crivello spiega ai giornalisti arrivati per il sopralluogo dentro il cantiere del Bisagno che non si tratta affatto di un gesto polemico nei confronti del Governo né della Regione. “Da un punto di vista politico – sottolinea il sindaco Marco Doria – arrivato a sorpresa nel cantiere con tanto di stivali di gomma – è importante sottolineare che non si tratta di progetti ma di cantieri aperti”.

Dentro il cantiere del Bisagno

Con loro c’è anche l’assessore alla Mobilità Anna Maria Dagnino e dirigente del settore Stefano Pinasco. E’ lui che spiega passo passo l’avanzamento dei lavori. La visita comincia da Borgo Incrociati dove si scende nell’alveo del Bisagno – al momento secco – passando sotto il ponte della Ferrovia. Prima di entrare ci si imbatte nella collina di ghiaia che ha scatenato polemiche ma che ha in realtà lo scopo di proteggere in caso di piogge di media entità il cantiere stesso, mentre in caso di forti piogge verrà semplicemente ‘sciolta’ dalla forza dell’acqua. Da lì ci si addentra nella pancia del cantiere e nel buio, si scorge ciò che resta dei negozi che sono stati alluvionati e semisventrati nell’alluvione del 2014. Ora i negozi non ci sono più e con i lavori del terzo lotto, che Renzi verrà a inaugurare venerdì e che cominceranno effettivamente a fine ottobre, verranno definitivamente demoliti.

“Con il terzo stralcio – spiega Pinasco – i cui lavori procederanno da valle verso monte verrà demolito l’impalcato esistente, compresi i negozi e verrà scavato l’alveo di ulteriori due metri questo consentirà di più che raddoppiare la portata di piena al di sotto della copertura. Se all’inizio dei lavori per il primo lotto passavano 450 metri cubi al secondo a lavori finiti ne passeranno 850 lasciando ancora un metro di distanza dalla copertura, 1100 considerando la sezione piena. Per raggiungere la quota prevista dal piano di bacino, che è di 1300 metrici al secondo dovremo completare con lo scolmatore del Bisagno. Finiranno nel 2020”

I lavori procedono e anche nei tempi, complice una stagione finora piuttosto secca (“speriamo che continui così” dice il responsabile del cantiere”). Ma che i nervi siano un po’ tesi e la campagna elettorale aperta sopratutto nei confronti della Regione lo dimostra il continuo ribadire “chi paga” questi cantieri: ieri le precisazioni erano arrivate dal Governo e dall’assessore Crivello dopo la provocazione di Toti che aveva auspicato che il premier venisse a Genova con un bell’assegno. Oggi è lo stesso sindaco a ribadire: “Lo scolmatore del Fereggiano lo paga il comune di Genova e il Governo grazie al Piano delle Città e quindi al progetto che il Comune stesso aveva presentato, la copertura del Bisagno la paga il Governo.

Il fatto che il Governo abbia fatto capire che chi ha avuto più fondi attraverso #Italiasicura rischia ora di avere meno soldi attraverso gli FSC per le infrastrutture “è un problema della Regione Liguria” dicono Crivello e Doria che ribadiscono ancora una volta la richiesta che i 40 milioni di euro che avanzeranno dal terzo lotto del Bisagno possano essere utilizzati sempre in Valbisagno per eliminare tre ponti e risistemare alcune aree franose.

Dopo aver attraversato il cantiere del Bisagno dal Terzo lotto che deve cominciare fino al cantiere in piena attività del secondo lotto la visita si sposta sul cantiere dello scolmatore del Fereggiano, dove lo scavo è arrivato circa all’alterezza di Forte San Martino: “Siamo partiti dai 900 metri già scavati nella galleria degli anni Novanta – spiega Pinasco – e siamo arrivati circa a 1600. La Galleria totale sarà lunga 3700 metri, fino alla zona di via Pinelli. In questi giorni è stato superato il sottovaso delle Gallerie ferroviarie della Genova La Spezia dove le ferrovie hanno imposto uno scavo senza esplosivo. Dopodomani usciremo dalla zona di limite e da sabato si ricomicerà a scavare con tre volate al giorno per sette giorni su sette.