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Verso Genova 2017, dopo il rinvio di Renzi lunedì arriva Guerini

Il numero due del Pd parlerà con i vertici del partito locale e quasi certamente con Doria: al centro degli incontri il congresso regionale e soprattutto il candidato sindaco

Genova. In attesa che Matteo Renzi decida la data in cui venire a Genova per inaugurare il terzo lotto dei lavori per la copertura del Bisagno, occasione in cui si dice incontrerà anche il sindaco Doria per sciogliere il nodo sulle prossime amministrative, lunedì arriva Genova il suo vice, Lorenzo Guerini. Guerini parteciperà a un dibattito per il sì al Referendum che si terrà alle 18 nella sala consiliare della Città metropolitana insieme al segretario genovese Alessandro Terrile, al commissario regionale David Ermini, alla capogruppo in Regione Raffaella Paita e al professor Lorenzo Cuocolo.

Ma l’arrivo del numero due del partito nazionale sarà l’occasione per fare il punto su varie questioni. La prima è quella del congresso regionale: fu Guerini poco più di un anno fa, ad un paio di mesi dalla sconfitta nelle Regionali, a decidere che il Pd ligure doveva essere commissariato. Ed è a lui probabilmente che il commissario David Ermini chiederà di porre fine a questo commissariamento il prima possibile.

Ormai è certo che si attenderà il referendum del 4 dicembre, ma subito dopo l’assemblea regionale dovrà eleggere il successore di Giovanni Lunardon. Il tentativo è quello di arrivare ad un candidato unitario. A questo giro il Pd potrebbe anche farcela, fosse solo per una questione di immagine in vista delle elezioni amministrative.

Decisamente più delicata e difficile è proprio la partita delle comunali. Guerini molto probabilmente incontrerà il sindaco Marco Doria che potrebbe ufficializzare a lui la decisione di non correre per il bis, ma in cambio il sindaco ribadirà quanto sta chiedendo da tempo al partito locale: vale a dire un’alleanza ampia tra le forze di centro sinistra, non solo partiti.

Un progetto che secondo il sindaco è ancora da costruire e il dibattito, secondo l’attuale primo cittadino, non può restare chiuso solo tra le stanze di via Maragliano. Probabilmente Guerini e Doria concorderanno almeno su un aspetto: le primarie devono essere evitate come la peste viste le ultime esperienze elettorali e visto che le forze a sinistra del Pd di primarie non ne vogliono sentir parlare. Sul nome di un possibile candidato che vada bene a tutto il centro sinistra, se Luca Borzani alla fine dicesse di no, ci sarà ancora parecchio da lavoro da fare.