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Un cane rosa nello spazio per segnalare i “buchi neri” della città fotogallery

Tra arte e degrado, lavorando per recuperare gli edifici abbandonati di Genova

Genova. Un mosaico di piastrelle che raffigura un cane rosa che fluttua nello spazio. È’ con questa opera che Tiler, artista urbano genovese ha deciso di segnalare all’associazione “Riprendiamoci Genova” l’ennesimo edificio abbandonato in pieno centro della città, il palazzo ex INAM in Corso Gastaldi. Un grande edificio abbandonato da tempo, che potrebbe diventare una ricchezza per un quartiere sempre più affamato di spazi di condivisione urbani.

Cane rosa

Un sodalizio, quello tra Tiler, che ha collocato opere molto particolari in diverse zone della città ed è considerato il Bansky genovese, e l’associazione nato con l’apertura degli spazi del Mercato di Corso Sardegna dove venne optato, temporaneamente, proprio il cane che vola nello spazio e che, a quanto pare, prosegue con la decisione dell’artista di segnalare con le sue opere gli edifici che potrebbero essere recuperati.

Adesso, quindi, l’attenzione dell’associazione è puntata su questo edificio del quale si conoscono ancora pochi dettagli ma che potrebbe essere messo a disposizione, temporaneamente, della città. “Questo è’ un immobile che non conoscevamo e, quindi, è prematuro parlare dell’uso futuro – spiega Camilla Ponzano, dell’associazione Riprendiamoci Genova – ma per questo edificio si potrebbe pensare a un riutilizzo parziale. Attraverso piccoli interventi, ad esempio, il basamento, che pensiamo possa disporre di ampi spazi, potrebbe diventare il luogo ideale per laboratori per bambini o, magari, la sede per attività di artigianato o per qualche startup”.

Adesso, per l’associazione, inizia il lavoro per arrivare a ottenere un riuso, almeno temporaneo come è già successo con il Mercato e con la scalinata di Piazza Tommaseo “Adesso inizieremo a fare una piccola indagine per capire i motivi dell’abbandono – spiega Ponzano – chi sono i proprietari dello spazio dopo la proprietà pubblica di INAM. In questo modo potremo capire chi sono i nostri interlocutori per avviare un’azione su questo edificio. Per fargli ritrovare una nuova vita”.