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Riforma porti: l’accorpamento Genova-Savona è realtà, ma Liguria chiede proroga

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Liguria. L’accorpamento dei porti di Savona e Genova è realtà: è stato ufficializzato ieri il decreto che trasforma il sistema portuale italiano con la riduzione delle Autorità Portuali. In Liguria dunque lo scalo savonese perderà definitivamente la propria autonomia, diventando un’emanazione del porto “core” di Genova.

Porto di Genova

Dalla direzione dello scalo savonese non arrivano commenti: “A questo punto per noi è importante analizzare il decreto nei dettagli per verificare naturalmente la congruità con le informazioni che avevamo in precedenza – spiega il presidente dell’Autorità Portuale, Gianluigi Miazza – Credo che non ci saranno variazioni di sorta, ma è un’analisi che facciamo ovviamente prima di esprimere posizioni di qualsiasi tipo. Ho potuto analizzare le bozze precedenti, ma è molto importante analizzare nel dettaglio il testo definitivo”.

Il tutto dovrebbe avvenire in 15 giorni, ma gli enti locali hanno la possibilità di chiedere una proroga qualora sia motivata da particolari esigenze, legate ad esempio a progetti o a processi organizzativi. Una possibilità che la Regione Liguria è intenzionata a sfruttare. Già oggi da piazza De Ferrari partirà una lettera formale in cui la Regione chiederà a Roma lo slittamento della scadenza; si pensa inoltre anche ad una delibera di giunta per dare maggior forza alla richiesta.
Un’ipotesi accolta con favore da Miazza: “Nelle scorse settimane abbiamo provveduto ad informare le nostre criticità per quanto riguarda il posizionamento dell’Autorità Portuale di Savona, quindi le difficoltà che potevano presentarsi a completare tutta la campagna di investimenti che abbiamo in corso. La decisione spetta alla Regione, se verrà chiesta saremo ben contenti”.