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Prevenzione idrogeologica

Pulizia dei rivi, l’appello dei cittadini: “Pronti a organizzarci ma servono i permessi” fotogallery

Dopo il nostro articolo che documentava la situazione è del Rio Torbido, uno degli affluenti del Bisagno

Genova. “Noi siamo anche pronti a organizzarci e a pulire i torrenti ma servono permessi che non riusciamo ad avere”. Dopo il nostro articolo che documentava la situazione è del Rio Torbido, uno degli affluenti del Bisagno, arriva la risposta dei cittadini della vallata. Il “corriere di Struppa” una delle voci social più attive nell’alta Valbisagno, racconta infatti come il sentimento più diffuso sia proprio quello del “rimboccarsi le maniche” e provvedere alla pulizia dei rivi prima che sia troppo tardi.

Ma non tutto è così semplice visto che per intervenire in maniera radicale servirebbero permessi particolari che sono difficili da avere. “Per togliere gli alberi che formano le dighe nel Rio Torbido – spiegano – basterebbe una mezza giornata di lavoro. Il problema, però, e’ lo smaltimento del legno, i contadini lo bruciavano sul posto, senza portarlo a valle ma, per poterlo fare, servono permesso speciali che non riusciamo d avere”.

Un’altro intervento che potrebbe portare a qualche soluzione, almeno per quanto rigiarda Rio Torbido, sarebbe il ripristino della “diga” che era stata realizzata negli anni 80 per far defluire le acque senza troppa violenza. “Si tratta di una sorta di scivolo in cemento – spiega uno degli abitanti – collocato vicino al ponte medievale distrutto. Una specie di lavandino che riusciva a mitigare la forza delle acque anche in caso di forti piogge”. Dopo anni di abbandono, però, la struttura e’ ricoperta di ghiaia e ha perso il suo ruolo. In questo caso l’intervento dei cittadini non serve ma per il ripristino basterebbe una ruspa che in pochi giorni potrebbe liberare i passaggi e ripristinare un presidio di sicurezza sul rio.

Certo, qualcuno e’ già intervenuto in modo volontario, ad esempio ripulendo i sentieri che corrono attorno ai torrenti ma si tratta di una battaglia contro i mulini a vento. Le fotografie fatte dagli abitanti della zona mostrano come il Rio Dotto, uno degli affluenti del Torbido, così come molti altri rii del genovesato, sia ormai pieno di spazzatura. “L’usanza di buttare le cose nel bosco era già dei contadini di un secolo fa – spiegano – tanto che assieme a lavatrici e altra spazzatura moderna nei letti dei fiumi si trovano anche utensili del passato ma negli ultimi anni il fenomeno ha assunto proporzioni esagerate. La situazione, quindi, è diventata particolarmente pericolosa anche perché in caso di forti piogge tutto questo arriva a valle impedendo il deflusso delle acque in prossimità dei ponti e delle coperture”.

Insomma il dibattito è aperto e i cittadini delle vallate sono pronti, come sempre, a dare una mano per mettere in sicurezza il proprio territorio. La gente che ha scelto di abitare in queste zone, più lontano dalla città ha, infatti, acquisito un rapporto diverso con la natura. Bisogna, però, fare presto anche perché con le prime piogge la situazione diventerebbe più difficile da gestire e, a quel punto, ogni piccolo torrente potrebbe diventare pericoloso. Da qui la decisione di iniziare a organizzarsi ma anche l’appello alle istituzioni per semplificare quei passaggi burocratici che rendono difficile ogni intervento.