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Pro Recco, a Dubrovnik tra sorteggio Champions e future novità: parla il presidente Felugo

Le tre avversarie certe sono Jug Dubrovnik, Partizan Belgrado e Barceloneta

Recco. Il sorteggio europeo si è tenuto a Dubrovnik, in Croazia. La Pro Recco è stata inserita nel girone B di Len Champions League, al via il 30 novembre.

I biancocelesti se la dovranno vedere con i campioni in carica dello Jug Dubrovnik, i serbi del Partizan Belgrado e gli spagnoli del Barceloneta; le altre due squadre che completeranno il gruppo saranno definite nei prossimi mesi sulla base dei turni preliminari.

Il gruppo A, invece, è temporaneamente composto da Olympiakos, Szolnoki, Spandau 04 Berlin e Olympic Nice.

La società presieduta da Maurizio Felugo ha ricevuto nelle scorse settimane la wild card, valida per tre anni: l’importante riconoscimento consente a Tempesti e compagni di evitare i tre round di qualificazione e accedere direttamente alla fase a gironi (due raggruppamenti da sei squadre).

I campioni in carica dello Jug Dubrovnik, gli spagnoli del Barceloneta vincitori nel 2014, un club di grande tradizione come il Partizan Belgrado: il girone di Champions League della Pro Recco, sorteggiato ieri a Dubrovnik, regalerà sfide ricche di fascino.

“Si tratta di un gruppo molto interessante a cui si aggiungeranno nei prossimi mesi altre due squadre vincitrici dei rispettivi turni preliminari – osserva il presidente Maurizio Felugo, presente in Croazia in rappresentanza del club -. Siamo comunque consapevoli della nostra forza e convinti di aver allestito, anche quest’anno, una squadra che saprà essere protagonista in Europa“.

Alla due giorni di Dubrovnik organizzata dalla Len hanno partecipato le società in possesso della wild card. L’occasione giusta per cominciare un percorso che guardi al futuro della pallanuoto.

Per la prima volta i club si sono seduti allo stesso tavolo, analizzando le attuali difficoltà e le soluzioni per migliorare il prodotto – sottolinea Felugo -. Sulla base delle necessità espresse dal mercato televisivo e dagli sponsor, tutte le società si sono dichiarate concordi nell’iniziare a ragionare su un calendario che sia spostato il più possibile verso i mesi estivi, periodo in cui non ci sarebbe la concorrenza del calcio e di altri sport e si potrebbero sfruttare le piscine all’aperto; il tutto, ovviamente, collaborando con le Nazionali per incastrare al meglio le diverse esigenze“.

Un altro tema sollevato riguarda l’introduzione di un tetto salariale, stile NBA, per chi gioca in Champions League; una sorta di budget che comprenda, però, anche delle garanzie minime affinché venga salvaguardata la qualità della competizione. Se n’è parlato, se ne riparlerà – conclude -, ma certamente questo è stato un primo passo positivo”.