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Piaggio ed Ericsson, Cgil, Cisl e Uil chiedono tavolo urgente con istituzioni locali e nazionali

Genova. Un “grande disappunto, preoccupazione e rammarico per una situazione industriale e occupazionale che – da tempo – mette in ginocchio il tessuto economico e sociale dell’area metropolitana e non solo”. Lo esprimono Cgil, Cisl e Uil che ritengono “non accettabile che il lavoro non sia al primo punto nell’agenda politica, riscontrabile nei fatti attraverso comportamenti conseguenti”. I sindacati auspicano “una forte presa di coscienza da parte di tutti poiché i 279 lavoratori dell’industria di cui tanto si parla oggi sui giornali, rischiano di non essere un caso isolato”.

Politica e imprenditoria dimostrino di saper battere un colpo per non essere preda di chi non sa decidere il futuro dei propri cittadini, ma solo vendere (o svendere) le nostre aziende migliori e consegnare con facilità, a soggetti astuti e interessati, siti industriali di pregio, mandando al macero professionalità costruite negli anni.

Cgil, Cisl, Uil “si chiedono, con tutta franchezza, a che cosa serva il Ministero dello Sviluppo economico se non per constatare, come un medico legale, la morte delle aziende che operano in Liguria. La disfatta delle politiche economiche degli ultimi 25 anni ci costringe a guardare in faccia l’amara realtà: politica e istituzioni devono assolutamente dimostrare di essere all’altezza delle loro responsabilità”’.

“Chiediamo un incontro urgente con i vertici delle istituzioni locali e il Prefetto di Genova per capire quali possano essere le azioni più rispondenti per programmare la ripresa e il rilancio del territorio”.