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Pd, primarie e ripicche: sfida a distanza a colpi di “Godot”

Genova. E’ ormai chiaro, Godot è più di una metafora per il Pd ligure. Il personaggio di Becket fu scomodato già qualche anno fa, quando Raffaella Paita, proprio nei giorni a ridosso della Festa dell’Unità, aspettava lo sfidante alle primarie in vista delle regionali.

Al tempo pareva che il candidato Godot fosse proprio Andrea Orlando, già ministro della Giustizia, colui che doveva arrivare a sfidare Paita ma che non si palesò (al suo posto Cofferati, che poi perse contro Paita). Dopo due anni torna la Festa dell’Unità e, in vista delle prossime primarie/elezioni, torna anche Godot.

Questa volta a tirarlo per la giacchetta è l’auto candidato alle primarie, Simone Regazzoni, con una nota di risposta allo stesso Orlando, dal titolo: “Aspettando il candidato Godot di Orlando, Margini e Tullo io vado avanti parlando alla città”.

“Nel mio piccolo – scrive Regazzoni – continuerò il mio percorso di ascolto dei cittadini e di proposte politiche su temi che interessano la città. L’unità dell’apparato non serve a nessuno. Servono un vero confronto politico: e coraggio di innovare. A metà settembre presenterò un piano per un nuovo Welfare forte a Genova. I bisogni delle persone più deboli non aspettano i vecchi giochi di partito”.

E siccome chi di rete ferisce di rete perisce, poco dopo Mario Tullo, casualmente, posta sulla sua bacheca un video: è una canzone di Claudio Lolli, cantautore “impegnato” degli anni ’70 ben noto alla generazione di Tullo. Commento in calce del deputato Pd: “Bella questa rivisitazione di Claudio Lolli della sua “aspettando Godot”.

Una risposta canzonatoria a distanza. Dietro, la questione primarie, che presto, s’immagina, infiammerà il Pd e la città. Pinotti e Orlando hanno detto la loro, mettendo in campo, anche, la possibilità di non farle, qualora ci fossero le condizioni “interne”. Regazzoni tira dritto e accusa il partito di rimangiarsi tutto. Ci prova il segretario genovese, Alessandro Terrile, a rimettere ordine: “E’ normale che ci siano più voci, ma io penso si debba stare a quello che si è deciso nell’ultima direzione provinciale votata all’unanimità (un astenuto) – spiega Terrile – il candidato si sceglie con le primarie, il metodo più partecipato e democratico che dà legittimazione al candidato”. Anche al primo mandato, come successe per Marta Vincenzi, sottolinea il segretario.

Sì alle primarie, quindi, ma con un preciso percorso politico. “Il Pd va bene e i candidati di centrosinistra vincono dove si fanno percorsi inclusivi – aggiunge Terrile – Lo dice Franceschini come lo dice Bersani, al netto di renziani e non renziani. Le primarie si devono fare con un percorso politico, con il materiale che stiamo raccogliendo in questi giorni di dibattiti alla Festa, e con una serie di proposte non solo del Pd, ma anche del mondo del lavoro, sindacale, delle associazioni, della società civile e con le idee dei singoli. Se riusciamo a fare questo percorso, faremo sicuramente bene”.

Nessuno caminetto attorno cui prendere le decisioni, respinge poi il segretario. “Non condivido neppure chi ci accusa di non parlare di idee alla Festa – conclude – quale altra forza politica fa 55 dibattiti aperti a tutti, con ospiti importanti, in dieci giorni? Non è solo una vetrina, è un lavoro per costruire proposte concrete”.

Alle 17,30 il dibattito, appunto, alla Festa dell’Unità: “Il CentroSinistra verso le amministrative di Genova”. Partecipano Paolo Carbonaro (Idv), Stefano Anzalone (Progresso Ligure), Barbieri e Arcangelo Merella.