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Omicidio di Molassana, Guido Morso si è costituito : “Ho sparato per difendermi”. Il padre Enzo ancora in fuga fotogallery

Genova. Guido Morso, 34 anni, che secondo gli investigatori della squadra mobile sarebbe l’autore materiale dell’omicidio di Davide Di Maria, avvenuto ieri pomeriggio in un appartamento di Molassana, si è costituito ai carabinieri della compagnia di San Martino. La notizia è stata confermata dalla squadra mobile genovese.
Guido Morso è difeso dall’avvocato Mario Iavicoli e ha chiesto di parlare con il pm titolare dell’indagine Silvio Franz. Da San Martino quindi intorno alle 18 è stato trasferito, con il volto coperto da un cappuccio per evitare i fotografi, in Procura. L’uomo si trova in stato di fermo per omicidio volontario. Morso ha anche indicato agli investigatori il luogo, vicino casa, dove erano nascoste le due pistole. Morso avrebbe anche detto ai carabinieri che qualcuno nella casa era armato ma al momento gli investigatori escludono questa ipotesi.

Sparatoria a Molassana, un morto

Al sostituto procuratore Silvio Franz Morso ha poi detto di aver “sparato per difendermi, loro erano armati”. Morso ha ammesso cosi’ l’omicidio di Davide Di Maria, 28 anni, e il ferimento di due suoi amici, avvenuto ieri pomeriggio in una abitazione di Molassana, sulle alture della periferia di Genova. Apparso stanco e confuso dopo la fuga di 24 ore e la notte trascorsa nei boschi intorno a Genova, Morso ha anche spiegato il movente della visita in casa dei tre: un debito. L’uomo avrebbe anche detto di essere andato con il padre dalla vittima anche per dire a lui e ai suoi amici di non frequentare locali e ambienti di sua competenza, disturbando amici e conoscenti e facendo anche minacce con la pistola. Morso ha scagionato il padre, ancora latitante, dicendo che non era armato ed ha spiegato di essere fuggito prendendo da terra anche la pistola di uno dei tre, buttandole poi per strada. Sulle armi, che lo stesso omicida ha fatto ritrovare, verranno svolte le perizie balistiche per capire chi le ha effettivamente usate

 

Il padre Vincenzo sarebbe ancora in fuga. Secondo gli investigatori sono stati loro ieri pomeriggio a uccidere Davide di Maria, 28 anni e a ferire Mor Marco N’Diaye , 30 anni, italiano di origine senegalese colpito al viso con il calcio di una pistola e Cristian Camilo Beron, 29 anni, l’altro giovane ferito a coltellate.
Dopo essere fuggiti a bordo di una Fiat seicento Beige (in padre) successivamente ritrovata in via Mogadiscio e a bordo di uno scooter T-Max, il figlio i due sono spariti.
Poche ore fa il capo della squadra mobile genovese Annino Gargano aveva lanciato un appello affinché “si presentino in Questura, visto che sono attivamente ricercati”.

Ma cosa è accaduto ieri pomeriggio nell’appartamento di ‘Ndaye a Molassana? I tre avevano un appuntamento con i Morso. Gli investigatori de avrebbero avuto conferma dal telefonino della vittima. Altra certezza, è che i Guido e Vincenzo arrivano all’appuntamento armati di pistola e sembrebbe almeno di un coltello. Non è chiaro se il delitto sia stato o meno premeditato: difficile immagine che un criminale non di primo pelo come Vincenzo Morso (considerano un referente di Cosa Nostra a Genova, arrestato nel 2011 per tangenti legate all’Expò) abbia pensato di andare a commettere un omicidio con la propria auto. Le testimonianze sono invece discordanti circa la durata della lite che avrebbe preceduto lo sparo: per alcuni durerebbe un certo tempo, per altri l’omicidio sarebbe invece avvenuto quasi immediatamente e la lite sarebbe successiva. Certo è che prima dello sparo ci sarebbe un fronteggiamento. A sparare il colpo mortale sarebbe stato Guido Morso (con precedenti di polizia per droga e un Daspo per Genoa Siena). Il 34 enne avrebbe tentato di sparare anche contro i due amici di Di Maria ma l’arma si è inceppata. Da lì sarebbe nata la colluttazione che ha portato al ferimento dei due amici del morto, presenti nell’appartamento: il locatario della casa, Marco N’Diaye, 30 anni, meccanico di origine senegalese, con diversi precedenti di polizia e Cristian Camilo Beron, 29 anni, muratore incensurato di Bogliasco, ferito con un pugno al viso che gli ha spaccato il naso.
Anche i due Morso sarebbero però feriti. Quantomeno Vincenzo, come mostrano le diverse macchie di sangue ritrovate all’interno della Seicento.
Il movente dell’omicidio? Un debito di denaro. Ancora non è chiaro però se di tratti di un debito di droga oppure abbia invece a che fare con le scommesse visto che Di Maria, che proprio si faceva chiamare “Davidino scommesse’ era entrato di recente nel giro delle sale slot coinvolgendo probabilmente gli amici.