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Mense scolastiche, i presidi genovesi contro il panino libero: “Vietato portarsi il pasto da casa”

Genova. Continua anche a Genova la “guerra” del panino, che ha visto un salto di qualità dopo la sentenza della Corte di appello di Torino che ha ritenuto legittima la possibilità di portarsi il pasto casa. Oggi i presidi genovesi si sono riuniti al Matitone e hanno preso una decisione comune: per ora nelle scuole comunali di panino libero non se ne parla. “Ferme restando le considerazioni di opportunità educativa e pedagogica già altrove avanzate, che inducono a guardare con preoccupazione la prospettiva di una differenziazione selvaggia dei pasti – scrivono i presidi in una nota – i Dirigenti scolastici genovesi della Conferenza cittadina intendono precisare il loro punto di vista, anche alla luce di alcune prese di posizione particolarmente determinate”.

“Innanzitutto la sentenza della Corte d’Appello di Torino non modifica gli ordinamenti e ha competenza limitata alla circoscrizione territoriale di riferimento – precisano – come già affermato dal Comune di Genova. Nel caso in cui fosse estesa la sua applicazione, sarebbero certamente indispensabili l’acquisizione delle valutazioni della ASL e degli orientamenti del MIUR, nonché la successiva stesura di protocolli congiunti adeguati alle singole scuole”.

Per i presidi attualmente non ci sono “le condizioni per consentire il consumo di pasti portati da casa, sia sotto l’aspetto igienico-sanitario (presenza di alunni allergici a rischio anafilassi, modalità di conservazione e somministrazione dei cibi) sia sotto gli aspetti organizzativi (risorse, personale dedicato…). Pertanto nell’immediato, in attesa di un’eventuale modifica delle condizioni attuali, “non potrà essere autorizzato il consumo di pasti portati da casa”, come già previsto dal vigente regolamento comunale”.

“Consci dell’importanza della collaborazione e del patto formativo che devono sempre stare alla base del rapporto tra scuola e famiglia – si chude la nota – i Dirigenti scolastici auspicano che una comune riflessione eviti derive conflittuali inevitabilmente dannose per la serenità della comunità scolastica e in particolare degli alunni e degli studenti, sempre al centro di ogni decisione.