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Cronaca

L’omicidio di Molassana a causa di un debito. I responsabili ancora in fuga. La polizia: “Costituitevi” fotogallery

Vincenzo Morso è feritoe anche il figlio Guido. Gli investigatori ricostruiscono quanto accaduto nell'abitazione di Molassana

Sparatoria a Molassana, un morto

Genova. Sono ancora in fuga Vincenzo e Guido Morso, padre e figlio. Secondo gli investigatori sono stati loro ieri pomeriggio a uccidere Davide di Maria, 28 anni e a ferire Mor Marco N’Diaye , 30 anni, italiano di origine senegalese colpito al viso con il calcio di una pistola e Cristian Camilo Beron, 29 anni, l’altro giovane ferito a coltellate.

Dopo essere fuggiti a bordo di una Fiat seicento Beige (in padre) successivamente ritrovata in via Mogadiscio e a bordo di uno scooter T-Max, il figlio i due sono spariti e probabilmente sono già lontani da Genova. Per questo le loro foto segnaletiche sono state inviate alle questure di tutta Italia e il capo della squadra mobile genovese Annino Gargano lancia un appello affinché “si presentino in Questura, visto che sono attivamente ricercati”.

Ma cosa è accaduto ieri pomeriggio nell’appartamento di ‘Ndaye a Molassana? I tre avevano un appuntamento con i Morso. Gli investigatori de avrebbero avuto conferma dal telefonino della vittima. Altra certezza, è che i Guido e Vincenzo arrivano all’appuntamento armati di pistola e sembrebbe almeno di un coltello. Non è chiaro se il delitto sia stato o meno premeditato: difficile immagine che un criminale non di primo pelo come Vincenzo Morso (considerano un referente di Cosa Nostra a Genova, arrestato nel 2011 per tangenti legate all’Expò) abbia pensato di andare a commettere un omicidio con la propria auto. Le testimonianze sono invece discordanti circa la durata della lite che avrebbe preceduto lo sparo: per alcuni durerebbe un certo tempo, per altri l’omicidio sarebbe invece avvenuto quasi immediatamente e la lite sarebbe successiva. Certo è che prima dello sparo ci sarebbe un fronteggiamento. A sparare il colpo mortale sarebbe stato Guido Morso (con precedenti di polizia per droga e un Daspo per Genoa Siena). Il 34 enne avrebbe tentato di sparare anche contro i due amici di Di Maria ma l’arma si è inceppata. Da lì sarebbe nata la colluttazione che ha portato al ferimento dei due amici del morto, presenti nell’appartamento: il locatario della casa, Marco N’Diaye, 30 anni, meccanico di origine senegalese, con diversi precedenti di polizia e Cristian Camilo Beron, 29 anni, muratore incensurato di Bogliasco, ferito con un pugno al viso che gli ha spaccato il naso.

Anche i due Morso sarebbero però feriti. Quantomeno Vincenzo, come mostrano le diverse macchie di sangue ritrovate all’interno della Seicento.

Il movente dell’omicidio? Un debito di denaro. Ancora non è chiaro però se di tratti di un debito di droga oppure abbia invece a che fare con le scommesse visto che Di Maria, che proprio si faceva chiamare “Davidino scommesse’ era entrato di recente nel giro delle sale slot coinvolgendo probabilmente gli amici.

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