Genova

Legittima o no? Conto alla rovescia per l’ordinanza anti movida del Comune

I commercianti sperano nella bocciatura. Non così i residenti: "Primo tentativo di regolamentare un fenomeno selvaggio"

Cresce l’attesa e la domanda è una sola: l’ordinanza anti movida del Comune di Genova è legittima? Un nodo che verrà sciolto tra pochissimi giorni: giovedì prossimo è infatti attesa la sentenza del Tar Liguria, dopo il ricorso presentato dalle organizzazioni dei commercianti.

Il provvedimento, che ha causato malumori soprattutto nel Centro Storico ma che riguarda anche Sampierdarena, limita le aperture dei minimarket, ma soprattutto di bar, circoli privati e ristoranti, imponendo al contempo lo stop alla vendita delle bevande alcoliche. Regole che hanno portato, secondo gli ultimi bilanci, a 150 multe in due mesi.

Ma se, evidentemente, c’è chi tifa per una bocciatura del provvedimento, chiedendo di punire i colpevoli senza colpevolizzare un’intera categoria, i residenti sperano che il tribunale amministrativo lo mantenga in vigore. “Si tratta – spiega l’associazione Centro Storico Est – del primo tentativo di regolamentare una movida selvaggia e senza regole. Quella movida che da anni ormai tormenta una parte degli abitanti del centro storico, e su cui nessuno prima d’ora ha mai fatto nulla di concreto: gli abitanti ritengono che i provvedimenti presi vadano incontro alle loro esigenze”.

“La comunità europea nello studio di un’apposita commissione tecnica ha provato – continuano i cittadini – senza ombra di dubbio il rapporto causa-effetto tra l’esposizione al rumore sopra la norma e varie gravi patologie, cardiovascolari e neurologiche, esposizione che si concretizza ogni mercoledì, venerdì e sabato notte in alcune zone del nostro Centro Storico, ma il fenomeno è in estensione agli atri giorni della settimana”.

Due esigenze legittime – quella alla quiete notturna e quella ad esercitare la propria professione – in contrasto tra loro? Da più parti si chiedono modifiche, flessibilità insomma. Più controlli, mirati, per contrastare sul nascere qualsiasi esercizio commerciale fuorilegge. “Una volta avviati concretamente questi interventi – aprono gli abitanti – alla luce di una eventuale nuova situazione si potrà rivedere e discutere la tematica degli orari. Occorre inoltre pensare e pianificare una vera riqualificazione del territorio, che offra commercio e ristorazione di qualità, valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico”.

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