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Industria, porto e logistica, il grido d’allarme dei sindacati: “Il sistema genovese sta crollando”

Bosco: "Serve disegno complessivo", Vella: "Più sburocratizzazione", Gulli: "Genova è il Sud del Nord"

Genova. “C’è un sistema genovese che sta crollando, che riguarda l’industria ma anche la portualità e la logistica. Non si possono continuare ad affrontare le questioni pezzo per pezzo perché questo non traguarda il futuro di Genova”. Il segretario della camera del lavoro di Genova Ivano Bosco riassume così la crisi dell’industria genovese che è stata affrontata questa mattina in commissione comunale a Genova.

Bosco è stato audito insieme ai colleghi di Cisl e Uil e alle rsu delle aziende le cui vertenze rappresentato la punta di un iceberg dell’attuale situazione di declino: Ilva, sono cui tuttavia è stato firmato a Roma un importante accordo ponte, Piaggio Aero, Ericsson, Hanjin. “Serve un disegno complessivo – ha aggiunto Bosco – che interloquisca con il Governo ma chiami anche alla responsabilità gli enti locali su temi che gli competono come le aree delle riparazioni navali o Erzelli che doveva essere una sorta di sostituto dell’industria pesante a partecipazione statale e oggi, dopo dieci anni, non sappiamo ancora se l’Università si trasferirà oppure no”.

Per il segretario regionale della Uiltrasporti Roberto Gulli “questa valutazione complessiva rischia di arrivare quando i buoi sono quasi tutti scappati”. Gulli ricorda “il caso Costa Crociere, un colosso nato qui e che ora ha trasferito la testa in Nord Europa. Da Piaggio ad Ericsson ad Hanjin abbiamo a che fare con aziende che non sono più italiane per cui serve una voce univoca delle istituzioni locali perché questa città si sta sfaldando ed è diventata il Sud del Nord”. Per il segretario della Fim Cisl Alessandro Vella servono azioni concrete per “favorire l’insediamento di nuove imprese”.

E cita l’esempio delle aree Piaggio: “Le aziende interessate alle aree ci sono ma le se connessioni sono brevi, temporanee e ottenerle comporta procedure burocratiche infinite è facile che rinuncino”. Sulla situazione dell’industria genovese la Cgil aveva chiesto al sindaco Marco Doria di convocare una sorta di “stati generali”, su cui la prossima settimana si potrebbero avere maggiori dettagli mentre la Uil conferma al momento la volontà di dar vita a uno sciopero generale