Al mise

Ilva, domani giornata cruciale: ipotesi ‘accordo ponte’ per Genova, ma a Roma si parlerà anche del futuro del gruppo

Non ci saranno né Doria né Toti né Rixi. I sindacati: "Accordo e risorse per lpu o non firmiamo niente"

Genova. “Se non ci sarà accordo sui lavori di pubblica utilità per un anno e non verranno individuate le risorse per l’integrazione al reddito non firmeremo neppure l’accordo sulla cassa integrazione”. Il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro domani sarà a Roma alle 16 insieme ai segretari di Fim e Uilm e ai rappresentanti dell’rsu per discutere con il viceministro Teresa Bellanova del rinnovo degli ammortizzatori sociali per Ilva di Cornigliano che scadono il 30 settembre. L’azienda ha chiesto al Governo di accedere alla cassa integrazione speciale per le aziende in amministrazione controllata per 750 dipendenti. Ma i sindacati sul piatto pretendono che ci sia l’integrazione al reddito attraverso gli lpu che vale 4 milioni di euro per un anno.

Difficile capire cosa abbia in testa il Governo. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti a Genova un paio di settimane fa aveva parlato di una sorta di “accordo ponte” per l’Ilva di Cornigliano in attesa che l’accordo di programma venga poi ridiscusso con i futuri proprietari di Ilva.

Ma se per i sindacati è chiaro che questo accordo deve valere un anno e comprendere l’integrazione al reddito, non è detto che il Governo intenda la stessa cosa. E qualcuno parla di un probabile accordo fino a fine anno, al massimo al prossimo marzo per quanto riguarda gli Lpu sui quali il Governo non sarebbe intenzionato a mettere altri soldi.

Quella di domani sarà quindi una riunione importante a cui non parteciperanno però né il sindaco di Genova Marco Doria (che ha una concomitante riunione di Anci), né il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e nemmeno l’assessore allo Sviluppo economico Edoardo Rixi. A rappresentare il Comune di Genova ci sarà l’assessore Emanuele Piazza, mentre per la Regione ci sarà l’assessore al lavoro Gianni Berrino.

Al termine della riunione su Cornigliano invece i commissari dell’Ilva incontreranno i sindacati sulla situazione del gruppo anche alla luce della tragica morte di un operaio alll’Ilva di Taranto, rimasto schiacciato da un nastro trasportatore mentre effettuava sabato mattina un intervento di manutenzione. Domani per questo in tutta italia i metalmeccanici si fermeranno per un’ora. All’Ilva di Cornigliano si svolgerà invece uno stop di due ore con presidio davanti alla fabbrica a partire della 7.

L’incontro a livello nazionale verterà formalmente proprio “sulla necessità di proseguire il confronto sulla gestione ordinaria e straordinaria dello stabilimento, dagli interventi di manutenzione ai temi relativi alla sicurezza, anche alla luce del tragico incidente verificatosi nelle ultime ore”. Ma i sindacati chiederanno anche conto della situazione rispetto alla procedura di vendita. Entro metà novembre gli esperti designati dal ministero dell’ambiente dovranno valutare i piani ambientali presentati dalle due cordate.

Successivamente saranno valutati i piani industriali e scelto il futuro proprietario tra la cordata del gruppo Marcegaglia-Ancelor Mittal e quella che vede Cdp affiancare Arvedi-DelVecchio. Per il governo la scelta potrebbe arrivare entro l’anno, i sindacati immaginano tempi decisamente più lunghi. Mentre preoccupano le dichiarazioni del presidente della Regione Puglia Emiliano che dopo l’incidente di sabato ha chiesto ai commissari di bloccare la produzione finché lo stabilimento di Taranto non sarà risanato.

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