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Genova, Rete a Sinistra: “E’ la città più sicura del nord, l’esercito non serve”

Genova. “In questi giorni abbiamo letto sui giornali tante polemiche sul tema della sicurezza e oggi apprendiamo che l’esercito tornerà nei vicoli del Centro storico. Eppure analizzando i dati Istat e comparandoli con quelli di altre grandi città del nord Italia il dato che emerge è che Genova è una delle città più sicure e che negli ultimi anni il numero di delitti commessi è diminuito.”

Lo dichiara Lorenzo Azzolini, del direttivo di Rete a sinistra facendo riferimento allo “Studio sulla criminalità a Genova” pubblicato nelle scorse settimane da Rete a sinistra realizzato analizzando i dati ISTAT e comparandoli con quelli di altre grandi città del Nord Italia.

“L’ISTAT ci permette di analizzare, partendo da dati oggettivi, le effettive condizioni di sicurezza a Genova, sia nell’evoluzione storica in città degli ultimi cinque anni, dal 2010 al 2014, sia nel confronto con i principali Comuni dell’Italia settentrionale (Torino, Milano, Verona, Venezia, Bologna e Firenze, oltre Genova stessa), – spiega Azzolini, citando lo studio – Le cifre fornite dall’Istituto riguardano il numero assoluto di delitti denunciati dalle Forze di polizia all’Autorità giudiziaria nel corso di un anno, dove emerge nel complesso, rispetto ai delitti denunciati, che Genova è una città più sicura nel 2014 rispetto al 2010 e si mantiene una delle città più sicure tra le grandi aree urbane dell’Italia settentrionale: Genova ha il minor indice di omicidio dal 2013, ha il minor numero di persone percosse dal 2010 e ha il minor indice di furti”.

“In questi ultimi giorni, gli abitanti della Maddalena, riuniti nell’associazione AMA, hanno messo in guardia da azioni militari a spot che spesso colpiscono gli ultimi della catena della criminalità, senza andare invece ad agire sul vertici e anche il nuovo questore Sergio Bracco, ha fatto notare quanto sia utile per un proficuo controllo del territorio l’apertura di nuove attività commerciali. Sappiamo bene che molte persone si sentono realmente insicure – prosegue Azzolini – e non potrebbe essere altrimenti in una città in cui, il 38% degli anziani con più di 75 anni vive solo. Per questo come Rete a sinistra pensiamo servano più servizi e investimenti per riqualificare le periferie, meno azione repressiva e maggiore sforzo investigativo per stare più vicini a chi ha bisogno.”