A sampierdarena

Controlli, anche La Bellezza lancia l’allarme: “Il Merlino non è caso isolato. A rischio circoli sani”

Genova. “Il Merlino non è un caso isolato, stanno colpendo gli unici centri di aggregazione sani, ma così ci costringono a chiudere”. Dopo le polemiche scoppiate all’indomani del blitz a Sestri Ponente nel circolo Arci Filippo Merlino, una nuova miccia rischia di esplodere a Sampierdarena, dove anche il circolo Arci La Bellezza è stato più e più volte oggetto di visita da parte di vigili dell’Annona e dei carabinieri. Il “suggerimento”, per altro, sembrerebbe arrivato proprio da uno dei tanti circoli (finti) della delegazione, spesso al centro delle cronache per risse e disturbo.

“Nel mese di luglio e agosto hanno fatto controlli a tappeto sui circoli di Sampierdarena – spiega il presidente, Marco Vacca –
A La Bellezza sono arrivati praticamente ogni fine settimana”. Risultato? Due multe, una piccola da 50 euro per il volume troppo alto della musica. “Che poi il circolo è nei fondi di un istituto scolastico, i muri sono spessi e non ci sono case nei dintorni. Ma fatto il verbale, senza protestare, abbiamo pagato”. La seconda, invece, è arrivata un po’ a sorpresa, in questi giorni: 5 mila euro.

“Erano i primi di agosto, sono arrivati i vigili con i carabinieri, avevamo affittato la sala interna per un compleanno in cui le persone si erano portate bere e da mangiare per conto loro. Non ci è stato rilasciato verbale, ora è arrivata la sanzione da 5 mila euro. Se hanno deciso di farci chiudere lo dicano”.

La Bellezza è un circolo storico, opera dal ’99 ed è affiliato all’Arci. Propone un ventaglio di attività, corsi di ballo, musica, feste per compleanni, battesimi, è frequentato dai sampierdarenesi e collabora con le associazioni del territorio, anche straniere.

Vacca è amareggiato, ma non cerca la polemica (per altro è un poliziotto e il circolo è frequentato da diversi appartenenti alle forze dell’ordine). “Non contesto i controlli dei vigili, nonostante l’eccesso di zelo, ma siamo di fronte a un problema serio – continua – Il circolo culturale finto, e Sampierdarena ne è piena, oltre a non fare attività sociale ma commerciale, ha introiti diversi. Se gli arriva una multa da 5 mila euro non succede granché, al massimo chiudono, cambiano nome e presidente e riaprono. Noi che viviamo su introiti di poche centinaia di euro, per paura di un verbale dobbiamo pensare alla chiusura?”.

“E’ giusto che vada punito chi fa dei circoli un’attività commerciale – sottolinea – ma se un cittadino, una signora del quartiere prende un caffè o un bicchiere d’acqua, nell’unico posto ‘sicuro’ aperto di sera, cosa devo fare non darglielo?”.

La Bellezza è un po’ come “fort apache” nel deserto serale in cui sprofonda la delegazione. “E non c’è mai stata una rissa, mai una segnalazione e tantomeno frequentazioni equivoche, tutti i controlli nel corso degli anni non hanno evidenziato irregolarità”. Tranne gli ultimi. “Praticamente tutti i fine settimana abbiamo incontrato i vigili – ripete il presidente – Che si faccia una serie di controlli a campione fa anche piacere, ma tutti i sabato no”.

Come dire, bisogna essere in regola e non ci piove, ma se per dimostrare che si controllano tutti i circoli, a pagare alla fine sono solo i regolari, qualcosa rischia di non tornare. Stessa situazione per il “coprifuoco” imposto all’una.

“Non è giusto che anche chi da sempre è regolare debba per forza chiudere, mentre da altre parti della città possono tranquillamente andare avanti. Questo è un problema da risolvere, certi circoli storici, quelli veri, spesso sono l’anima dei quartieri. L’ordinanza doveva servire per colpire certe attività precise, ma ora si ritorce contro la parte sana -conclude Vacca – nessuna polemica inutile, servono però da parte delle istituzioni, Municipio e Comune, indicazioni più chiare. Per noi è una questione di sopravvivenza”.

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