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Aggio, Creto, San Siro e il trasporto pubblico di serie b: soluzioni al vaglio in attesa della gara per il bacino unico

Oltre al Drinbus, l'assessore Dagnino pensa anche ad una sorta di taxi a chiamata

Genova. Il caso del trasporto pubblico per le zone di Aggio, Creto e San Siro è approdato in consiglio comunale, dopo le innumerevoli proteste degli abitanti del quartiere, da poco ancora più penalizzati per via dell’entrata in vigore dell’orario invernale, che ha previsto nuovi tagli alle corse. Un problema molto serio sopratutto per i più giovani e gli anziani che vivono una situazione di fortissimo disagio, fatto di lunghe attese ad aspettare bus che, a volte, arrivano strapieni e saltano la fermata

“Un tempo quella zona era servita dalla vecchia linea 91 di Amt, ma ora è coperta da Atp, che continua ad effettuare nuovi tagli e non riesce a fornire un servizio efficiente nella collina di Aggio, Creto e San Siro – esordisce il consigliere Giampaolo Malatesta (Gruppo Misto) – Nei mesi scorsi abbiamo provato a indirizzare l’amministrazione per cercare di far fornire un servizio di sera, ma a distanza di un anno non siamo ancora riuscito ad attivarlo. Ora arrivano altri tagli, quindi è il caso che tutti insieme ci muoviamo per trovare una soluzione equa, magari facendo intervenire Amt”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere Claudio Villa (Pd). “Anche quest’anno con il nuovo orario invernale vengono tagliate corse nella zona di Aggio, San Siro e Creto – spiega – Il Comune si deve far carico di servire in maniera adeguata i cittadini, soprattutto negli orari che portano ragazzi e adulti a scuola o al lavoro e in quelli di ritorno verso casa. Se Atp non è in gradi di farlo, allora il Comune se ne occupi facendo integrare il servizio ad Amt”.

L’assessore ai Trasporti, Anna Maria Dagnino, dopo aver precisato che il trasporto pubblico è di competenza primaria della Regione, che lo finanzia, ha detto che non sono state assolutamente toccate le corse nelle fasce orarie pendolari. “Ne è stata tagliata una il sabato mattina alle 12, visto che i ragazzi non vanno più a scuola in quella giornata, e due nei festivi scelte tra quelle in assoluto meno frequentate (quatto persone in media) – dichiara – Una linea Amt arriva a Struppa, ma poi non può procedere perché non c’è la possibilità di svoltare per tornare indietro e anche il ragionamento sul drinbus ha avuto questa problematica perché serviva una zona per il capolinea. Dopo averla individuata, stiamo aspettando che la Città Metropolitana la sgombri”.

L’assessore, inoltre, sta vagliando altre soluzioni alternative in attesa della revisione del programma di accordo con la Città metropolitana, che risale all’ormai lontano 2011. “In via transitoria, verificando l’effettiva domanda e i conti economici, si potrebbe pensare a una sorta di taxi a chiamata – conclude Dagnino – tutto questo in attesa della gara per il bacino unico”.