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Sversamento liquami a Fegino dal deposito Amiu, segnalazione alla Procura e indagine interna

Sullo sversamento Iplom invece conferenza dei servizi al via a settembre. Un anno per la bonifica ma Tursi promette: "Faremo prima possibile"

Genova. Il reparto ambiente della polizia municipale ha segnalato alla procura della Repubblica il doppio sversamento di liquami nel rio Fegino proveniente dal deposito Amiu di via Borzoli che si è verificato il 5 e l’8 luglio scorso. E sul tema sarà aperta a breve anche un’indagine interna. Lo ha comunicato questa mattina ai comitato spontaneo Cittadini di Borzoli e Fegino l’assessore comunale all’ambiente Italo Porcile. Secondo quanto riferito dall’assessore al Comitato lo sversamento dovrebbe derivare dalla piattaforma per l’organico contenuta all’interno del deposito.

“Peccato che noi abitanti nemmeno sapessimo dell’esistenza di questa piattaforma – spiega la presidente del Comitato Antonella Marras – né ci è stato chiarito se si tratta di un’area di stoccaggio temporaneo in vista dello smaltimento fuori Regione o altro”. Porcile ha anche spiegato che a settembre Amiu incontrerà i cittadini e illustrerà le misure che intende mettere in atto affinché un fatto simile non si ripeta. Si dovrebbe trattare di un piano per vasche aggiuntive per il contenimento dell’organico.

Nello stesso incontro si è parlato però ovviamente anche della situazione post sversamento Iplom. Porcile ha spiegato che la conferenza dei servizi per la presentazione dei piano di caratterizzazione presentato da Iplom a tre mesi e mezzo dallo sversamento di petrolio sarà convocata a inizio settembre. Iplom giovedì scorso ha consegnato in Prefettura il piano, sorta di fotografia tecnica dei luoghi e del terreno dopo le infiltrazioni. Il piano è stato consegnato anche a tutti gli enti coinvolti. Con l’avvio della conferenza dei servizi tutti potranno chiedere chiarimenti e formulare prescrizioni rispetto a quel piano a cominciare da Arpal che potrebbe chiedere ulteriori prelievi e analisi.

“La conferenza dei servizi durerà al massimo 180 giorni – spiega Antonella Marras – ma il Comune su nostra richiesta si è impegnato a fare pressione perché si proceda più speditamente possibile”. Una volta ricevuto l’ok al piano verrà presentato il piano di bonifica vero e proprio: “In astratto se tutti i prelievi risultassero negativi, la bonifica non sarebbe necessaria, ma da quanto ci è stato fatto capire nella riunione di oggi non è così”. Le tempistiche quindi non cambiano, anche se Tursi si è presa l’impegno di accelerare il più possibile e “ha anche garantito che in conferenza dei servizi entreranno anche le nostre segnalazioni, per questo ci è stato consigliato di inviarle agli enti competenti”.

Un altro impegno che si è preso il Comune di Genova è “quello di inviarci al più presto una relazione tecnica ma comprensibile ai non tecnici che illustri il piano di caratterizzazione e quello di convocare a settembre l’osservatorio Ambiente e Salute perché nel nostro quartiere non abbiamo solo il problema di Iplom ma anche il passaggio dei camion e il deposito di Amiu responsabile di un recente sversamento di liquami nel rio Fegino”.

Per quanto riguarda Iplom “abbiamo chiesto – spiega Marras – e l’assessore si è impegnato anche su questo, che vengano installate delle centraline da parte di Arpal – e abbiamo ribadito che non vogliamo che Iplom chiuda ma che come prevede la legge oggi le emissioni e i miasmi siano portati a zero”.