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Levante

Profughi, Fratelli d’Italia: “No a nuovi siti di accoglienza nel Tigullio: a rischio turismo e sicurezza”

Osiglia arrivo profughi

Levante. “I Comuni del Tigullio e del Golfo Paradiso hanno già dato: sarebbe davvero pericoloso implementare i siti già dedicati all’accoglienza di immigrati sul territorio sia per le conseguenze sul turismo sia per la sicurezza dei residenti delle comunità del Levante”.

Lo dichiarano Matteo Rosso, capogruppo in Regione Liguria e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, e Livio Ghisi, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia-An, in merito alla segnalazione dell’ipotesi di destinare l’ex-scuola elementare di Santa Giulia, frazione del Comune di Lavagna, a sito per l’accoglienza dei profughi.

“Se la notizia fosse confermata sarebbe un fatto doppiamente grave – sottolineano Rosso e Ghisi – L’edificio è un lascito di benefattori a uso della comunità locale e attualmente utilizzato come sede di seggio e di riunioni associative. Adibirlo quindi a centro profughi significherebbe snaturarne la vocazione stessa del lascito. Inoltre, ricordo che il Comune di Lavagna è attualmente sotto commissariamento e pertanto la cittadinanza si trova priva dei propri rappresentanti, di una propria voce democratica di rappresentatività deputata a esprimersi su una decisione che avrebbe indubbie ricadute sul vivere quotidiano dei cittadini di Lavagna. Pensiamo a cosa significherebbe avere, in una zona come Santa Giulia, per altro molto pregevole dal punto di vista naturalistico e paesaggistico perché affacciata, nel verde degli uliveti, sulla baia delle Favole di Sestri, una decina di persone che, come spesso accade, non hanno di che passare tempo e giornate, quindi particolarmente propense a vagabondare o vivere di espedienti. È noto infatti che già molti degli ‘ospiti’, attualmente circa 120, delle località del Levante stazionino intere giornate davanti a supermercati e negozi mendicando nei centri storici dei nostri borghi o vendano abusivamente merci sulle spiagge. Fatti questi che contribuiscono ad aumentare la percezione dell’insicurezza tra cittadini e turisti, decisamente un pessimo biglietto da visita per le nostre località”, dichiarano ancora.

“Inoltre, la presenza di queste persone, di cui non si sa praticamente nulla, in zone poco abitate e con un elevato numero di anziani residenti, rischia di trasformarsi in un autentico pericolo sociale. Non possiamo accettare questa situazione voluta dal governo a spese dei cittadini: pertanto chiederemo chiarimenti nelle sedi istituzionali competenti”, terminano.

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