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Nuoto sincronizzato: Linda Cerruti e Costanza Ferro centrano l’accesso alla finale

Nell'esercizio libero le azzurre ottengono la sesta posizione

Genova. Al Maria Lenk di Rio de Janeiro scatta l’ora del balletto acquatico. L’Olimpiade del nuoto sincronizzato inizia con il libero del Duo che funge da selezione per la finale.

Linda Cerruti e Costanza Ferro sono seste con 91.1333 punti e qualificate al tecnico in programma alle ore 16 di domani e alla finale di martedì 16 agosto fissata alle ore 19, dove ripeteranno il libero.

Per le azzurre 27.3000 punti di esecuzione, 36.5333 di impressione artistica e 27.3000 di difficoltà. Ma adesso si azzera tutto e si riparte. Quel che conta è la qualificazione. Quarantotto atlete, ventiquattro coppie e le prime dodici sono ammesse ai turni successivi.

Le favorite sono le russe, campionesse olimpiche in carica Natalia Ishchenko e Svetlana Romashina, che segnano il miglior punteggio di 98.0667 (29.4000 di esecuzione, 39.0667 di impressione artistica, 29.6000 di difficoltà). La Russia è un’istituzione nel sincro e vince il Duo dei cinque cerchi da Sydney 2000. Ishchenko e Romashina hanno vinto tre ori olimpici ciascuna; Romashina anche 22 medaglie d’oro ai mondiali e Ishchenko 20 d’oro e 2 d’argento.

Il Brasile è rappresentato da Luisa Borges e Maria Eduarda Miccucci, che chiudono al tredicesimo posto, prime delle escluse, con 84.0333 e che in preparazione dei Giochi hanno partecipato agli Assoluti open di sincro a giugno allo stadio del nuoto di Roma. Tra le iscritte anche tre coppie di gemelle: le austriache Anna-Maria e Eirini-Marina Alexandri che sono dodicesime, le kazake Alexandra e Yekaterina Nemich che si piazzano quindicesime, le argentine Etel e Sofia Sanchez che chiudono diciannovesime. Rest day mercoledì 17, poi giovedì 18 e venerdi 19 agosto spazio agli esercizi di squadra (tecnico e finale).

“Bravissime”. Applaudono a fine esercizio il commissario tecnico Patrizia Giallombardo e il tecnico federale Yumiko Tomomatsu che le hanno osservate da bordo piscina. Linda Cerruti e Costanza Ferro, alla prima al “teatro olimpico” di Rio, nuotano morbide e sicure. Nascondono l’emozione. Tante apnee, verticali, cura dei movimenti e velocità di esecuzione. Dall’inizio alla fine è uno spettacolo vederle esibirsi sulle note di “Sweet Dreams” degli Eurythmics e salta subito all’occhio la naturalezza con cui sottolineano gli accenti della musica.

La coreografa è di Maximova ed anche lei, come tutto lo staff tecnico, merita i complimenti per questo ottimo avvio azzurro. “Abbiamo rotto il ghiaccio – dice il ct della Nazionale Patrizia Giallombardo e secondo me potevamo anche nuotare un po’ meglio sulla parte della sincronia. Ma questo ci può stare all’esordio. Ha giocato tantissimo l’aspetto emotivo. Sappiamo che dobbiamo migliorare alcuni aspetti sulla sincronia, per il resto siamo soddisfatte“.

Linda e Costanza parlano all’unisono. “L’emozione era tanta ma dopo i primi secondi abbiamo pensato soltanto alla prestazione. Siamo abbastanza soddisfatte della nostra gara e anche i risultati delle altre sono quelli che ci aspettavamo. Malgrado abbiano cambiato l’acqua, che in superficie sembra più trasparente, sotto continua ad essere molto densa ed è difficile avere punti di riferimento. Quando in vasca siamo in due ciò diventa ancora più difficile, perché dobbiamo coprire molto spazio; con la squadra sarà diverso, perché saremo più statiche. Anche la musica non si percepiva bene. Abbiamo commesso qualche errore nella sincronia che proveremo a correggere in vista del tecnico e del libero della finale”.

Il miglior risultato azzurro ai Giochi Olimpici è il sesto posto di Maurizia Cecconi e Alessia Lucchini a Sydney 2000. Linda e Costanza hanno la possibiltà di fare meglio.

Per il doppio è l’ottava edizione olimpica. Per Linda Cerruti e Costanza Ferro, ventitré anni da compiere il 7 ottobre Linda e ventitré compiuti il 5 luglio Costanza, savonese la prima e genovese la seconda, entrambe tesserate con Marina Militare e Rari Nantes Savona, è la prima assoluta. Al Maria Lenk Aquatics Centre di Rio de Janeiro, invece, è la seconda volta a distanza di cinque mesi; il 3 marzo avevano ottenuto la qualificazione nel preolimpico classificandosi seconde con 176.0000 (85.9000 tecnico e 90.1000 libero).

Oggi come allora nuotano sulle note di “Sweet Dreams” e con la coreografa di Maximova. Nel frattempo, in questi cinque mesi, sono cresciute ancora e agli europei di maggio a Londra hanno conquistato 6 medaglie Linda (un argento con il libero di Squadra e 5 bronzi con Combo, Duo tecnico e libero, Solo tecnico e libero) e 4 Costanza (tutte di bronzo con Combo, Squadra tecnica, Duo tecnico e libero). Nel 2015 ai mondiali di Kazan (ma non da esordienti, perch° hanno partecipato anche a Barcellona 2013) si classificarono seste nel libero e settime nel tecnico.

Insieme alle russe, campionesse olimpiche in carica, Natalia Ishchenko e Svetlana Romashina, nel panorama del Duo olimpico brilla la spagnola trentanovenne Gemma Mengual, oggi quarta in coppia con Ona Carbonell nel libero di selezione con 93.7667 (28.1000 di esecuzione, 37.4667 di impressione artistica e 28.2000 di difficoltà), alla sua quarta Olimpiade. Ha cominciato a Sydney 2000, poi Atene 2004 e Pechino 2008, si era ritirata saltando Londra 2012, è tornata subito protagonista. In Spagna è una leggenda fin da quando a Pechino 2008 conquistò l’argento con duo e squadra.