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Liguria, parte il monitoraggio contro la vespa velutina

apicoltura vespa velutina

La Liguria è ormai da tempo alle prese con l’emergenza vespa velutina. Chiamata anche calabrone asiatico, sta causando perdite fino al 50% negli alveari del ponente ligure e si teme possa diffondersi anche in altre zone della regione.

Per questo partirà una campagna di sensibilizzazione con l’affissione di manifesti in tutti i Comuni delle province liguri interessate, un numero verde (800 445 445) e un indirizzo email (vespavelutina@regione.liguria.it) per le segnalazioni da parte dei cittadini. Il tutto fa parte dell’iniziativa #stopvespavelutina della Regione Liguria promossa dall’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai.

“Siamo costantemente impegnati nel contrasto alla vespa velutina, localizzata in particolare nella provincia di Imperia, e contro il rischio di diffusione su tutto il nostro territorio – spiega Mai – a detta degli esperti, la Liguria potrebbe fungere da corridoio di diffusione di questo insetto anche in altre regioni. Pertanto sono molto importanti le segnalazioni da parte di tutti i cittadini oltre che degli apicoltori liguri, sull’eventuale presenza sul territorio di questo pericoloso insetto che mette a serio rischio la nostra produzione di miele”.

Da tempo sono attive nel ponente ligure diverse squadre costituite da volontari dell’Associazione apistica Apiliguria ed anche della Protezione Civile, che in questi anni hanno arginato in modo encomiabile il fenomeno. Il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (Disafa) dell’Università di Torino, che ha individuato a Loano (SV) il primo esemplare giunto in Italia, in collaborazione con il Politecnico di Torino, AsproMiele e l’Abbazia dei Padri Benedettini Santa Maria di Finalpia, ha realizzato un progetto europeo di tipo Life stop Vespa che è stato selezionato e cofinanziato dalla Commissione Europea per un budget totale di 2,3 milioni di euro. Il progetto, avviato a settembre, ha lo scopo di introdurre nuove tecniche di individuazione e distruzione dei nidi del calabrone asiatico, in modo da impedirne l’espansione. Allo studio anche uno speciale radar entomologico che consentirà di seguire gli animali al loro ritorno al nido, in modo da localizzarlo e rimuoverlo.

“Sono attive in Liguria e in Piemonte delle squadre di monitoraggio, finanziate dal progetto, che hanno il compito di ricercare i nidi del calabrone asiatico – conclude l’assessore – Una parte importante del progetto riguarda le attività di comunicazione, la sensibilizzazione del grave rischio, l’allestimento di une rete diffusa di monitoraggio e la definizione di procedure d’intervento. È indispensabile la collaborazione di tutte le istituzioni, le associazioni e i cittadini in generale nel fornire segnalazioni e ogni informazione utile”.

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