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Emergenza carcere, la denuncia: “Marassi infestato dalle zecche dei piccioni”

Genova. “Speriamo vivamente che le competenti autorità del Provveditorato e del Dipartimento, nonché le autorità sanitarie locali, si attivino con immediatezza per garantire le necessarie attività disinfestanti nel carcere genovese di Marassi in cui si è accertata una importante presenza di zecche dei piccioni”, Questo il pressante invito del Segretario Regionale della UIL PA Polizia Penitenziaria, Fabio Pagani.

Ieri, secondo quanto riferito dallo stesso Pagani e a distanza di meno di dieci giorni, nella prima sezione al quarto piano in una camera con sei detenuti si è infatti riscontrata la presenza massiccia di zecche di piccioni. “E’ del tutto evidente che in una situazione igienico sanitaria già compromessa dal sovraffollamento, ogni ulteriore elemento critico potrebbe far precipitare la situazione”, sottolinea il sindacalista.

Il problema dei volatili con il conseguente rischio sanitario è piuttosto comune nei penitenziari d’Italia. “Nel corso delle nostre frequenti visite abbiamo più volte potuto appurare quanto sia devastante dal punto di vista sanitario l’ingombrante presenza di piccioni o volatili che stanziano e nidificano nelle strutture penitenziarie – racconta Pagani – Gli escrementi, i nidi, i residui, le carcasse sono fattori veicolanti non solo di parassiti ma anche di pericolose patologie infettive, alcune contagiose e persino mortali. E’ necessario, quindi, non solo procedere a sistematiche disinfestazioni quanto prevedere un piano di contenimento delle presenze dei volatili infestanti. L’installazione di sistemi di allontanamento o l’apposizione di materiale anti-posatoio risulterebbero utili e contribuirebbero al contenimento delle spese di disinfestazione”.

Potrebbe apparire un problema di second’ordine rispetto alle tante criticità del pianeta carcere ma purtroppo l’esaurimento dei fondi per l’approvvigionamento del materiale di pulizia e gli effetti del sovrappopolamento hanno dirette conseguenze sulla salubrità e l’igiene dei posti detentivi e dei luoghi di lavoro. “Pertanto – conclude il segretario regionale – è doveroso monitorare, prevenire ed eliminare tutti i possibili focolai patologici , auspicabilmente attraverso azioni sinergiche tra autorità penitenziarie ed autorità sanitarie”.