Attimi di terrore

Detenuto tenta di far esplodere bombola di ossigeno: strage scampata nel carcere di Marassi

Per fortuna le fiamme non sono venute a contatto diretto con l'ossigeno

Genova. Attimi di terrore nel carcere di Marassi, dove poteva trasformarsi in strage il tentativo di un detenuto italiano, malato da tempo, di farsi saltare in aria con una bombola di ossigeno.

A denunciarlo è Fabio Pagani, segretario regionale della Uilpa Penitenziari. “L’uomo, detenuto al piano terra, nella sesta sezione della struttura, con un tentativo da vero kamikaze, ha minacciato tutti di farsi saltare in aria e con lui l’intero reparto con 80 carcerati – spiega il segretario – ha aperto la valvola della bombola di ossigeno che utilizzava per la sua insufficienza respiratoria e con accendino alla mano ha iniziato a dar fuoco, minacciando di farsi esplodere”.

Il pronto intervento degli agenti penitenziari ha evitato il peggio. “Fortunatamente il contatto del fuoco con l’ossigeno non c’è stato, ma quella bombola non sarebbe dovuta essere lì, così come il detenuto – prosegue Pagani – l’uomo, infatti, dovrebbe essere ricoverato in un centro clinico o una struttura ospedaliera e spero che questo episodio dia una coscienza all’amministrazione penitenziaria”.

Per il segretario della Uilpa, infatti, bisogna immediatamente invertire rotta. “Il ruolo sacrificale della polizia penitenziaria è messo giornalmente a rischio – conclude – questo dimostra quanto in Italia siamo ancora lontani dal risolvere, in tema di dignità della detenzione, la grave questione penitenziaria”.

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