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Dalla Liguria ad Amatrice per trovare i dispersi: Nicola e Mirko da due giorni scavano senza sosta fotogallery

Amatrice. Sono arrivati ad Amatrice dodici ore dopo la terribile scossa di terremoto che ha lasciato dietro di sé una scia di morte e distruzione e, da quel momento, non si sono più fermati. Tra le varie unità cinofile dei vigili del fuoco arrivate nelle zone devastate dal sisma ce ne sono anche due liguri: Nicola Ronga e Mirko Gianuzzi, savonese il primo e genovese il secondo, che sono i conduttori di Camilla e Canada, due dei tanti eroi a quattro zampe che negli ultimi giorni stanno operando tra le macerie.

Già la mattina successiva alla tragedia, alle prime ore del giorno, Camilla e Canada erano in caserma pronti a partire per il centro italia. Non appena da Roma è arrivato il via libera, insieme ai loro conduttori (Ronga è un discontinuo, mentre Gianuzzi un permanente), i due cani sono partiti in direzione Amatrice dove, da più di 48 ore ormai, “fiutano” praticamente senza sosta quel che resta delle case.

Proprio grazie al fiuto di Camilla e Canada sono state ritrovate sotto le macerie, purtroppo senza vita, decine delle persone che risultavano disperse dopo la violenta scossa di terremoto. L’intervento dei cani, in queste situazioni, è determinante perché permettete ai soccorritori di scavare in un’area circoscritta con la certezza che lì si trovi un disperso.

Il lavoro delle due unità cinofile liguri è tutt’altro che finito: nelle prossime ore continueranno ad aiutare i vigili del fuoco e gli altri soccorritori a perlustrare e scavare nelle aree interessate dai crolli (tra l’altro dopo le ultime scosse la zona rossa nella città è stata ampliata e quindi l’aiuto dei cani sarà determinante per proseguire nella bonifica).

Questa tragedia, purtroppo, riporta anche d’attualità le problematiche relative alle unità cinofile dei vigili del fuoco già sollevate nei mesi scorsi: a causa dei tagli imposti a livello centrale e della mancata stabilizzazione dei pompieri precari, in questo momento, nelle zone devastate dal sisma stanno operando cani “vecchi” (ovviamente in relazione all’impegnativa attività che devono svolgere) che per ora non hanno nessun “ricambio” alle spalle ed allo stesso tempo, in tutta Italia, non può essere garantita la “copertura” di altri cinofili in caso di emergenza.

La maggior parte delle unità cinofile delle diverse regioni italiane (quelle della Sardegna e del Trentino incluse) sono infatti confluite nelle zone colpite dal sisma lasciando scoperte le aree dove abitualmente garantiscono il loro intervento.