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Verso Genova 2017, il M5S alla ‘prova di maturità’: al lavoro sul programma, resta il rebus sui candidati

Ancora da definire nomi e soprattutto le regole per le candidature, ma le liti interne rischiano logorare attivisti e potenziali candidati

Genova. Questa volta si fa sul serio. Lo sanno gli attivisti, i consiglieri di Tursi e quelli di via Fieschi. E lo sanno bene le altre forze politiche a partire dal centro sinistra che governa Genova da decenni ma ora sa che rischia seriamente di perderla . Se non compie errori a questo giro il M5S può davvero guidare dal prossimo anno palazzo Tursi. Certo, da qui ai prossimi undici mesi avranno una certa influenza anche i successi (o gli eventuali insuccessi ) delle neo prime cittadine Appendino e Raggi, ma l’onda al momento è quella giusta. E se sbagliano sarà sostanzialmente colpa loro.

Per questo nel M5S già a marzo, tra una lite e l’altra fra la ‘vecchia guardia’ del movimento e i fedelissimi di Grillo, si lavora al programma con 11 gruppi territoriali (coordinati dal gruppo dei consiglieri di Tursi) che studiano ed elaborano proposte sui principali ambiti di attività del Comune di Genova, dalla cultura al bilancio dall’ambente ai trasporti all’urbanistica alle pari opportunità. Il prossimo passaggio mediatico sarà invece a metà luglio, precisamente il 16 e il 17 a Casella, dove si svolgerà l’estate a Cinque Stelle, una due giorni di incontri con i portavoce nazionali regionali e comunali e la presenza di parlamentari ed europarlamentari.

Sulle candidature e anche sulle modalità di scelta del candidato sindaco, per ora tutto tace. Sono in molti tra gli attivisti a pensare che visto che il modello vincente a Torino e a Roma è stato quello di candidare due consigliere comunali uscenti, che hanno avuto un intero ciclo amministrativo per vedere da vicino la macchina amministrativa, si debba ripartire da lì. Come verrà scelto il candidato? Le opzioni, tutte al momento aperte, sono le primarie online, le primarie vere e proprie oppure la scelta per acclamazione in un’assemblea plenaria. Tutto dipenderà dal numero dei candidati e dalla volontà o meno degli schieramenti contrapposti di convergere su un nome.

Per quanto riguarda i nomi il primo che viene in mente a molti è quello di Paolo Putti. L’anno scorso alle Regionali il regolamento gli impedì di partecipare, ma nel caso delle amministrative il capogruppo di Tursi, molto stimato dalla vecchia guardia del movimento e altrettanto dalle forze di centro sinistra, sarebbe il candidato naturale. Ma il suo scontro aperto con Alice Salvatore e il fatto che il modello di M5S che porta avanti rappresenta di fatto l’opposto di quello della capogruppo in Regione, potrebbe tagliarlo fuori dai giochi. E lui stesso, tirato per la giacchetta proprio dalla sinistra (da Rete a sinistra a Fds, tutti lo vorrebbero con loro o in una lista civica da disegnare ex novo) potrebbe anche decidere di restare fuori dall’ennesima ressa e tornare a fare l’educatore. Ma in molti gli chiedono di tenere duro, perché la posta in gioco è alta. L’alternativa, di cui si comincia a parlare, è quella di Andrea Boccaccio, bocconiano residente a Castelletto, molto attivo a Tursi e sopratutto molto meno inviso di Putti a Salvatore & co. Boccaccio è da molti considerato un po’ il trait d’union tra le opposte fazioni e potrebbe essere un nome che mette d’accordo tutti.

Ma non è affatto detto che sarà così semplice. Tra gli altri nomi che circolano c’è quello di un fedelissimo di Alice Salvatore: si tratta di Luca Pirondini, attivista della Valbisagno dal 2012 e professore d’orchestra al Carlo Felice. Ma si fanno anche i nomi di Elena Botto, anche lei molto vicina al duo Salvatore-De Ferrari e della sorella Francesca.

Se sui nomi i giochi sono ancora tutti da fare (e non è detto che alla fine arrivi quello a sorpresa magari proveniente da un ambito meno di attivisti e più di società civile, per esempio continua a risuonare il nome di Ferruccio Sansa), quel che è certo è il movimento 5 stelle è arrivato alla ‘prova di maturità’ non solo per il governo di città chiave come Roma e Torino, ma anche per dimostrare che è in grado di scegliere il candidato migliore per Genova senza perdere un treno che difficilmente potrebbe ripassare.