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Toti ‘rilegge’ il G8: “Confronto tra leader mondiali fu turbato da facinorosi”

Venerdì 15 luglio a Palazzo Ducale il convegno "Perché non puniamo la tortura?" nel quindicesimo anniversario del G8 di Genova

Genova. “Un momento di confronto tra i leader mondiali impedito e turbato da una serie di facinorosi che, con la scusa di protestare, misero a ferro e fuoco la città. E queste sono le prime condanne che mi sento di esprimere e ringrazio le forze dell’ordine per aver protetto i cittadini e i loro beni in quell’occasione come in molte altre. Se qualcuno ha sbagliato non può certamente essere generalizzato a una categoria di servitori dello stato che merita il plauso tutti i giorni”.

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Dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti arriva una chiave di lettura differente sui fatti del luglio 2001 rispetto a quella sancita dalle aule di tribunale dopo anni di processi. Frasi che arrivano alla vigilia del quindicesimo anniversario del G8 e a pochi giorni dal passaggio in Senato della legge che introduce il reato di tortura in Italia, in una versione però parecchio ‘annacquata’ rispetto alla proposta iniziale.

“È in discussione un progetto di legge ma è ovvio che tutti devono condannare la tortura – dice Toti – come tutti devono condannare gli eccessi fatti durante qualsiasi manifestazione, compreso quel drammatico G8 da tutte le parti. Se agenti di polizia hanno ecceduto ai loro poteri e’ evidente che ne debbano rispondere perché utilizzare una divisa per un abuso e’ ancora più grave rispetto a chi non la porta. Ma credo che in quei giorni ci siano stati la grande maggior parte degli agenti che si è sacrificata con abnegazione e il rischio della propria incolumità per garantire sicurezza ai cittadini”.

“Non bisogna dimenticare che in quei giorni le vittime sono state i cittadini di Genova, quelli della Liguria e anche tutti coloro che volevano manifestare pacificamente le loro idee e che sono stati presi in ostaggio da gruppi di teppisti che sono assolutamente alieni da qualsiasi dibattito democratico e che, ancora oggi, spesso impediscono manifestazioni di pensiero e di parola nelle nostre piazze. Penso che il g8 sia un drammatico monito per tutti – conclude Toti – che deve essere ricordato in tutte le sue forme”.

Temi che, tra pochi pochi giorni, saranno affrontati venerdì 15 luglio dal  convegno “Perché non puniamo la tortura” organizzato a Palazzo Ducale  dalla rivista “Critica del Diritto” in collaborazione con Altreconomia e Antigone con la partecipazione del sottosegretario alla giustizia, Gennaro Migliore.