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Il processo

Torre piloti, pm chiede trasmissione atti per un ufficiale della Jolly Nero

jolly nero

Genova. Le dichiarazioni come teste del secondo ufficiale di coperta Ugo Fedele sul passaggio di uno dei rimorchiatori da un lato all’altro della Jolly Nero poco prima dell’impatto con la torre piloti sono state giudicate “non veritiere” dal pm Walter Cotugno che ha chiesto la trasmissione degli atti per indagarlo per falsa testimonianza.

E’ accaduto stamani durante l’udienza del processo per la tragedia del 7 maggio 2013, data in cui il cargo della societa’ Ignazio Messina ha abbattuto la torre piloti nel porto di Genova provocando nove morti e quattro feriti. Gli imputati sono il comandante della Jolly Nero e altre cinque persone. Il pm ha contestato al testimone della difesa di non avergli detto, durante gli interrogatori seguiti al dramma, che uno dei rimorchiatori si era spostato da sinistra a dritta poco prima dell’impatto. Fedele ha spiegato che si trovava a poppa e che aveva iniziato a dare le distanze quando la nave era a circa 150 metri dalla torre e di non aver visto dove era il rimorchiatore. Incalzato dal pm ha poi detto di averlo “visto passare dal lato sinistro a
quello di destra solo a 25 metri di distanza dalla torre”. Il pm gli ha contestato di non aver avvertito del fatto che il rimorchiatore avrebbe “tirato dalla parte sbagliata” e il teste
ha risposto di aver detto “che l’ho visto passare ma non che tirava dalla parte sbagliata”. A quel punto l’avv. Mittone di Torino che assiste la societa’ Messina e che ha citato il secondo
ufficiale come teste e’ intervenuto per dire che lo aveva riferito a lui e ha prodotto il verbale delle indagini difensive e quello della pratica assicurativa.

Nuova contestazione del pm dopo aver letto quegli atti. “Perche’ in una dichiarazione del maggio 2013 all’assicurazione ha detto che il rimorchiatore si era spostato da sinistra a destra quando era a 150 metri e oggi dice che il passaggio e’ avvenuto a 25 metri?”. “Ho confusione in testa – ha detto Fedele – oggi mi ricordavo questo passaggio.

Sicuramente la distanza era maggiore se l’avevo riferito. Non ricordo bene a quanti metri e’ avvenuto lo spostamento”. Prima di Fedele aveva deposto come testimone l’amm. Damiano Capurso che, con alcuni collaboratori, si e’ occupato dell’istruttoria sommaria relativa all’inchiesta amministrativa. Capurso ha sottolineato che, in caso di mancato avviamento dei motori, e’
necessario dare fondo alle ancore. Ha poi ribadito che il comandante e’ il dominus della manovra e che il pilota gli da’ suggerimenti, anche sul numero di rimorchiatori da utilizzare.