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Sulle spiagge liguri parrucchieri ed estetisti abusivi, Cna: “Attenti ai danni per la salute”

Alassio Sole Spiaggia Veduta

Liguria. Cresce il caldo e sulle spiagge e nelle località turistiche, puntualmente spuntano attività abusive, da quelle commerciali a quelle più tipicamente artigianali quali il massaggio o l’acconciatura.

CNA Benessere Liguria raccomanda a cittadini e turisti di evitare tali servizi che non garantiscono nessun livello di igiene e professionalità e mettono a rischio la salute.

“Queste attività, svolte in forma abusiva, possono causare ai clienti dermatiti, micosi, funghi, allergie, dovute a epilazioni non corrette, prodotti non testati, scaduti o di scarsa qualità. Traumi muscolari e danni ai capillari possono essere causati da massaggi non professionali, sino ad arrivare ad epatite C o AIDS provocati da strumenti non sterilizzati correttamente. Questi sono i rischi che il cliente corre ricorrendo ad acconciatori ed estetiste abusivi – ricorda e evidenzia Franco Rotundo Presidente regionale di CNA Benessere Liguria – i circa 5.000 saloni in Liguria gestiti da professionisti artigiani , con i loro oltre 12.000 addetti, garantiscono e assicurano il rispetto di tutte le norme igienico-sanitario, la professionalità degli operatori, l’utilizzo di cosmetici ed apparecchiature certificate: una garanzia per il cliente in quanto le nostre attività sono anche sottoposte a periodici controlli da parte delle ASL. e altri enti preposti ”.

Rotundo rinnova la denuncia per la gravità della situazione relativamente alle varie forme di abusivismo ed illegalità che colpiscono il settore del benessere e della cura della persona e ringrazia gli organi di controllo per la costante disponibilità ed esprime la richiesta di esercitare il massimo impegno durante la stagione estiva per colpire ogni attività di abusivismo a tutela dei tanti turisti che sono ospiti del nostro territorio e delle spiagge …”Per portare rispetto ad una categoria che ha sulle proprie spalle responsabilità, professionalità, competenza, investimenti, occupazione e che paga le tasse”.

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