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Siemens, riorganizzazione aziendale e lavoro a rischio per l’indotto: non c’è pace per gli Erzelli

L'azienda avrebbe deciso di cedere un ramo ad un'altra società del gruppo

Genova. Non c’è pace per il polo tecnologico genovese degli Erzelli. Dopo Ericsson, infatti, iniziano ad arrivare problemi anche per Siemens. La multinazionale infatti, nell’ambito di una ristrutturazione a livello mondiale, ha deciso di riorganizzare il settore della ricerca conferendo buona parte degli attuali dipendenti ad un’altra società del gruppo.

siemens

L’operazione è stata illustrata ieri ai sindacati, e desta una certa preoccupazione. Ad essere coinvolti nell’operazione sono 265 dipendenti su 350. Siemens avrebbe garantito il mantenimento della sede a Genova e mostrato aperture rispetto al mantenimento dei livelli occupazione, ma la trattativa si è bloccata di fronte alla richiesta dei sindacati di garantire il rientro dei lavoratori in caso di difficoltà della nuova azienda, la Siemens Industries Software.

“Erzelli sembra portare proprio sfortuna – ha commentato il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro – Siemens ha annunciato che c’è la cessione di ramo d’azienda di tre quarti dei suoi dipendenti, cioè 265 su circa 360. Abbiamo chiesto che l’azienda si faccia carico di eventuali problemi occupazionali, ma ci è stato risposto di no”.

A preoccupare sono soprattutto le garanzie occupazionali per i lavoratori dell’indotto che svolgono mansioni impiegatizie o di consulenza. “Sono circa 200 che rischiano di perdere il posto di lavoro”, spiega Manganaro.

Dopo la rottura del tavolo di ieri, è probabile che sarà fissato a breve un nuovo incontro per riprendere la trattativa