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Il dibattito

Quando la finanza uccide il lavoro, la Fiom: “Serve un modo diverso di produrre”

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Genova. “La finanza che uccide il lavoro”, a Genova e non solo, attraverso liberalizzazioni selvagge, delocalizzazioni, licenziamenti per accrescere il profitto nelle mani di pochi. Se ne è parlato questa mattina in un convegno organizzato dal Comitato piazza Carlo Giuliani insieme alla Fiom genovese.

Nell’incontro, moderato dall’ex assessore di Tursi ed economista Francesco Oddone, sono intervenuti due lavoratori di Ericsson e Piaggio Aero, due aziende simbolo purtroppo di un modello economico che già 15 anni fa era al centro del dibattito del movimento no global.

“Ericsson è l’esempio classico di come decide di stare al mondo una multinazionale e Piaggio è un’azienda in mano a un gruppo di arabi che sta facendo di tutto per distruggere l’attività produttiva e il lavoro per portarsi via dei progetti che sono solo progetti di carattere militare” spiega Antonio Caminito della Fiom.

“Noi 15 anni fa partecipammo ai dibattiti organizzati nell’ambito delle manifestazioni e oggi come allora la nostra idea è quella di provare a ragionare se sia possibile produrre in modo diverso e produrre anche qualcosa di diverso”.

Scelte che fanno capo in primis alla politica che le dovrebbe governare: “La politica ultimamente usa i lavoratori per dire cose non vere. Il miliardario americano Warren Buffet afferma che 10 anni anni fa i 400 uomini più ricchi d’America guadagnavano qualcosa come 20 milioni di dollari all’anno, oggi ne guadagnano 227. Quindi non è il denaro che non c’è. Il problema è cosa dai in cambio del denaro che guadagni: non c’è un rapporto progressivo tra ciò che si guadagna e ciò che si paga, che è l’unico modo di garantire a tutti i servizi essenziali, la logica è quella di liberalizzare tutto e così non si va da nessuna parte”.