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Precari del Gaslini, primi spiragli: possibile assunzione per 6 ricercatori

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Genova. La lunga battaglia dei ricercatori precari dell’Istituto Gaslini ottiene un primo, sostanzioso risultato. In una riunione tenutasi questa mattina in Regione, tra rappresentanti dell’ente (l’assessore Viale e il direttore generale della Sanità), la dirigenza dell’Istituto Gaslini, Nidil e Funzione Pubblica Cgil, si è ottenuto che – al momento – si aprono prospettive concrete di assunzione per sei ricercatori precari.

“Questa decisione – sottolinea Laura Tosetti, segretario generale di Nidil-Cgil Genova – apre una nuova strada, da noi da tempo richiesta: in pratica, coloro che, tra i ricercatori del Gaslini, erano nelle graduatorie dei concorsi sulle principali linee di ricerca nel 2011, potranno essere assunti anche da altre strutture ospedaliere in area regionale. Ovviamente resta aperta la vertenza anche per tutti gli altri”. Nella riunione si è infatti deciso che, per le richieste di assunzione da parte delle Asl liguri, si terrà conto in primo luogo della presenza di figure professionali che abbiano partecipato ai concorsi per la pianta organica del Gaslini.

È il primo passo dopo l’accordo stabilito nel tavolo tecnico tra Regione, Gaslini con i rappresentanti dei lavoratori a metà di giugno scorso: l’accordo stabiliva di armonizzare i percorsi di assunzione con il piano di sviluppo approvato dal Consiglio di Amministrazione del Gaslini per il quinquennio 2016-2020 (sulla base della compatibilità economico-finanziaria e la fattibilità giuridico-amministrativa), di verificare la possibilità di utilizzo di questi lavoratori nelle graduatorie sia del Gaslini sia del Sistema sanitario regionale, contando anche su prossime decisioni che potrebbero essere assunte a livello statale. In pratica – in attesa di possibili sviluppi interni anche al Gaslini – i ricercatori precari vincitori di concorso non ancora assunti entreranno nell’organico anche di altre Asl liguri che abbiano fatto richiesta di personale qualificato.

Si tratta in genere di biologi, impegnati nella ricerca oncologica, genetica, immunologica. Tutti laureati e che hanno conseguito dottorati di ricerca e/o specializzazioni con un’anzianità media di lavoro (precario, con contratti rinnovati di anno in anno) di 10-15 anni, ma ci sono anche anzianità di 25 anni.