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Mercato del pesce, dall’apertura al pubblico ai lavori: tanti nodi da sciogliere e gli operatori puntano a restare a Cavour

Genova. E’ tutt’altro che chiusa la vicenda del mercato del pesce. Oggi in camera di Commercio si riunirà di nuovo la commissione mercato ittico che dovrebbe formalizzare quello che è stato deciso venerdì vale a dire il trasferimento a Ca’ de Pitta da Cavour fra due mesi dopo che il Comune avrà svolto i lavori richiesti dai grossisti compresi ulteriori 500 metri di spazi oltre quelli già risistemati.

Ma le cose non sono così semplici: il presidente del Consorzio Ca’ de Pitta Luigi Vallauri avrebbe chiesto ancora nell’incontro di venerdì che i nuovi lavori siano finalizzati al trasferimento definito del mercato del pesce visto lo stravolgimento delle strutture per poi tornare ad avere un grande vuoto potrebbe rappresentare un problema in vista di future trattative per gli spazi.

Dal canto loro i grossisti sono decisi a tenere la posizione: “Con i lavori che vengono deliberati – spiega Sebastiano Bozzo, presidente della Rete operatori mercato ittico – la struttura diventa accettabile per un trasferimento temporaneo, ma per un trasferimento definitivo servirebbero altre cose come ulteriori spazi e un terzo accesso al piazzale. In ogni caso noi vorremmo andare avanti con il nostro progetto di risistemare piazza Cavour”.

Da un lato i grossisti sanno bene che un trasferimento a Ca’ de Pitta anche se formalmente provvisorio sarebbe tale almeno per alcuni anni, dall’altro temono che in due mesi i lavori a Ca’ de Pitta con agosto di mezzo non potranno essere completati : “In questo tempo rischiano di aprirci giusto una paio di porte” teme Bozzo così a settembre ci ritroveremo a lavorare in mezzo a un cantiere”.

“Domani ci incontreremo tra di noi – spiega Bozzo – per tornare a lavorare in tempi stretti sul progetto da presentare al Comune. Quel che è certo è che oggi se vogliamo ottenere dei risultati non possiamo più essere passivi”

Tra i nodi da sciogliere anche quello dell’apertura al pubblico: non dovrebbe essere consentita almeno in una prima fase, ma gli operatori la vorrebbero, così come è stato fino ad oggi a Cavour. A tremare di fronte a quest’ipotesi è la pescheria Linea Azzurra che opera all’interno di Ca’ de Pitta: 6 dipendenti e un rinomato reparto di gastronomia. “Mi è stato detto che non aprirà al pubblico – sospira il titolare Paolo Calcagno – ma se così non sarà per noi sarà la fine”.