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Maxi sequestro di immobili del centro storico: Comune di Genova vuole acquisirli

Potrebbero ospitare associazioni e servizi per i cittadini

via della maddalena

Genova. Sono 115 tra appartamenti e fondi, tra questi 96 sul territorio genovese e 45 nel centro storico, in particolare alla Maddalena. Un vero e proprio patrimonio, confiscato alla famiglia Canfarotta nel 2014, che il Comune di Genova intende acquisire. Si tratta del più grande sequestro effettuato in base alla normativa antimafia mai avvenuto prima in Nord Italia: attualmente tutto è gestito dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati, ma Tursi vorrebbe destinarlo ad attività sociali e servizi.

“Si tratta perlopiù – ha spiegato l’assessore alla Legalità Elena Fiorini, riferendo sui risultati dello studio della società Ri.geNova – di unità immobiliari molto piccole, monolocali o minuscoli magazzini di bassissimo valore commerciale. L’organizzazione criminale aveva infatti trovato utile, per le sue attività illegali, entrare in possesso di immobili degradati all’interno di aree degradate. L’aumento dell’illegalità dovuto alle attività dei Canfarotta aveva a sua volta generato ulteriore degrado”.

Certamente non mancano le problematiche. “Raramente – ha proseguito Fiorini – se ne trovano 3 o 4 nello stesso stabile. In molti casi i costi della ristrutturazione supererebbero il valore della proprietà, senza contare che spesso sono necessari, per risanare l’appartamento o il magazzino, interventi anche sul condominio. La perizia è stata un lavoro molto complesso, non solo per il rispetto delle norme e delle prassi, ma anche per problemi banali, come la mancanza delle chiavi o la presenza di occupanti”.

In pochi casi la spesa della ristrutturazione risulta esigua, tale da poter essere anticipata dall’affittuario e recuperata poi sul canone d’affitto. Per queste proprietà la Giunta pensa di proporre una delibera già nel mese di luglio. Per altre unità immobiliari sarà necessario valutare, insieme ad altri enti, le possibilità di finanziamento e, nel caso, di accordo per eseguire lavori condominiali.

Alla fine gli immobili potrebbero diventare magazzini (talvolta le associazioni hanno bisogno di conservare materiali), laboratori, servizi per i residenti, esercizi commerciali, alloggi per studenti, uffici o anche locali utilizzati per dar vita ad alberghi diffusi. E’ già fissata per questa settimana la prima riunione in Prefettura per attivare entro luglio la convocazione del nucleo di supporto indispensabile a valutare le richieste delle associazioni interessate a gestire i
beni per finalità sociali”.

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