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Settebello vittorioso

L’Italia piega i campioni del mondo della Serbia

Vittoria merita, ma sofferta per gli azzurri di Campagna che dominano per gran parte di partita, ma rischiano di essere recuperati nel finali

Settebello

Il Settebello batte la Serbia oro all’ultimo campionato del mondo al termine di una partita giocata bene per almeno tre quarti di gara. Gli azzurri rischiano nel finale con i serbi che sfiorano il pareggio.

L’Italia parte con Del Lungo in porta, che smanaccia sul palo la prima insidia. Successivamente Aicardi conquista la superiorità numerica, che diventa poi doppia e porta al gol del mancino Nora a 1’17. Dopo un errore per parte in extraplayer, gli azzurri raddoppiano con l’altro mancino in rosa, l’esperto Gallo, che sfrutta una deviazione a 6’30.

Nel secondo tempo la Serbia alza ritmo e pressione; comincia a spingere fisicamente e, dopo due controfalli, accorcia col mancino Mandic a 2’20 in superiorità numerica e poi impegna più volte Del Lungo, sempre sicuro. Così l’Italia, a cui erano state lasciate soltanto conclusioni dal perimetro, si riporta sul +2 con Gitto, che trasforma la terza opportunità in superiorità numerica a 6’23 prima che Mandic mandasse al cambio campo sul 3-2.
Entrambi gli schieramenti cambiano portiere con capitan Tempesti – prossimo alle 5 olimpiadi come Gianni De Magistris, Giorgio e Tania Cagnotto – pienamente recuperato dopo l’intervento per il parziale distacco della retina dell’occhio destro effettuato il primo giugno scorso. Piovono gol con l’Italia che raggiunge il +3 (8-5) con le reti in chiusura di parziale di Di Fulvio per il 3/5 in superiorità numerica e di Christian Presciutti in controfuga. In precedenza Stefan Mitrovic aveva risposto in controfuga a un bel numero di Bodegas ai due metri contro Randelovic; Mandic dai 5 metri a un tap-in di Gallo dopo una traversa colpita da Velotto con una palomba; Cuk per il 2/5 in superiorità numerica ad un alzo e tiro di Di Fulvio.
Nel quarto tempo gli azzurri raggiungono il +4 (9-5) con Bodegas in più a 1’05 (4/6); poi controllano con superficialità, calano di attenzione, sporcano la partita e subiscono il 10-9 di Aleksic a 35″ in parità numerica. Finisce col possesso serbo negli ultimi 5 secondi e un’entrata irregolare ai due metri che lascia temere il pareggio. Nel mentre i gol in superiorità numerica di Strahinja Rasovic, due di Cuk di cui uno a uomini pari, e di nuovo Bodegas, autore di una tripletta.

Il Ct Campagna commenta così la partita: “L’importante era appurare la tenuta fisica e ho ricevuto risposte positive. Abbiamo appena cominciato la fase di scarico e inizialmente si tiene a scendere di condizione. La partita è stata durissima dal punto di vista fisico, oltre il limite, ma è quello che volevo. Abbiamo giocato bene per tre tempi e mezzo, poi abbiamo avuto un black-out mentale che dobbiamo assolutamente evitare alle Olimpiadi. Siamo soddisfatti del lavoro svolto e moderatamente ottimisti per il torneo olimpico. Sappiamo che ci aspetta una prima fase durissima. L’obiettivo è qualificarsi ai quarti di finale e andare avanti di partita in partita. La Serbia resta la candidata numero uno alla conquista della medaglia d’oro. Spero di incontrarla il più lontano possibile. Dal secondo al nono posto tutto è possibile. Rivolgo un carissimo saluto a tutti i ragazzi che ci hanno accompagnato in questi quattro anni e malgrado la ferita dell’esclusione sono sicuro che tiferanno per il gruppo a cui appartengono”.