Quantcast
A settembre

Ilva, contratti di solidarietà in scadenza: sale la preoccupazione tra incertezze normative e soldi da trovare

Ilva corteo 26/01/2016

Genova. Scadono il 30 settembre i contratti di solidarietà per i lavoratori dell’Ilva di Genova. Ma il percorso per il loro rinnovo, nel bel mezzo della procedura di vendita, rischia di essere denso di insidie.

Il primo problema è rappresentato dall’incertezza normativa. Con la riforma degli ammortizzatori sociali, infatti, nonostante nell’ultimo rinnovo una deroga ha concesso l’utilizzo del vecchio sistema, a settembre potrebbe non essere possibile il rinnovo degli attuali contratti, ma la legge sembra imporre l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria o dei nuovi contratti di solidarietà (che in entrambi i casi valgono circa il 60% dello stipendio). Questioni di interpretazioni, al momento, che devono essere dipanate perché rischiano di trasformarsi rapidamente in un problema di risorse, in particolare per i lavori socialmente utili che dovranno poi integrare il reddito dei dipendenti dello stabilimento di Cornigliano.

Nel periodo aprile – settembre infatti società per Cornigliano ha messo di suo poco meno di un milione di euro, ma questa volta se l’ammortizzatore sociale prescelto sarà la cassa integrazione (che ha un valore economico decisamente più basso dei contratti di solidarietà) ne serviranno molti di più. Fino a 5 milioni, sembra sia che si tratti di Cigs sia di contratti di solidarietà riformati dal governo Renzi. Chi metterà queste risorse? Il Governo sembra difficile perché già non lo ha fatto ad aprile e oggi con il prestito da 400 milioni per chi acquisterà il gruppo non sembra propenso a mettere altre risorse.

Non solo. In base alla normativa attuale l’accordo per l’utilizzo della cassa integrazione deve essere firmato un mese prima della scadenza, vale a dire entro il 30 agosto. in pratica ci si troverebbe di fronte a un confronto anche teso in piena estate.

Se invece l’attuale decreto Ilva di cui domani comincerà la discussione alla Camera prevederà l’ennesima deroga per consentire l’utilizzo dei contratti di solidarietà le cose saranno solo un poco più semplici: “Anche perché dire il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro – una volta individuato lo strumento occorre che qualcuno trovi anche le risorse”. E come accade puntualmente, nemmeno questo passaggio sarà una passeggiata. Vista la situazione abbastanza incerta azienda e sindacati potrebbero incontrarsi per fare il punto entro la fine del mese, quando nel frattempo l’ennesimo decreto Ilva sarà approvato.