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Il poeta genovese Roberto Malini premiato con Segnalazione al Premio Lorenzo Montano

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Genova. “Roberto Malini è un poeta scomodo per gli organizzatori di premi e concorsi letterari, dati i temi che caratterizzano le sue poesie: il razzismo, l’omofobia, la persecuzione anche istituzionale delle minoranze, la repressione del popolo Rom, la deriva civile della cultura. Non a caso l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, il Consiglio d’Europa e organizzazioni che tutelano gli scrittori colpiti da censura, come Pen International, hanno rilevato più volte come le sue opere siano soggette alla stessa discriminazione che riguarda i gruppi sociali difesi dall’autore sia attraverso i suoi scritti letterari e saggistici sia attraverso il suo impegno nella tutela dei diritti umani e civili (Roberto Malini è co-presidente dell’organizzazione umanitaria EveryOne Group)”. Questo si legge in una nota dell’organizzazione EveryOne Group.

“Con queste premesse, bisogna salutare con entusiasmo i riconoscimenti che raggiungono il poeta (che non sono pochi, anche se per la verità giungono spesso dall’estero). La giuria del Premio Lorenzo Montano, composta da Giorgio Bonacini, Laura Caccia, Davide Campi, Mara Cini, Flavio Ermini, Marco Furia, Rosa Pierno e Ranieri Teti, in occasione dell’edizione 2016 – che segna il trentennale del concorso – ha premiato il poeta genovese con la Segnalazione nella sezione “Poesia edita”, per la sua raccolta Ba Ta Clan (Lavinia Dickinson Editore, Genova). Roberto Malini riceverà il prestigioso riconoscimento a Verona sabato 12 novembre 2016 durante il Forum Anterem 2016”, prosegue la nota.

“Chi mi conosce sa quale sia la mia posizione nei confronti dei premi letterari in Italia – ha commentato l’autore – una posizione fortemente critica, tanto che ho rinunciato presiedere giurie e anche solo a farne parte, dopo aver verificato tanti episodi di scorrettezza, nepotismo e anche corruzione. Organizzatori, politici, editori e ‘amici influenti’ decidono quasi sempre a chi assegnare i riconoscimenti. I giurati, per non rinunciare al prestigio che dà loro far parte delle commissioni dei premi, accettano nel 90% dei casi i diktat che li raggiungono dall’alto. Ben di rado leggono i libri in concorso, che in alcuni casi sono centinaia, preferendo abbassare la testa e dire ‘va bene’. Nel mio caso, poi, temi come la condizione dei Rom, la discriminazione degli omosessuali, i diritti dei migranti sono visti come il fumo negli occhi dai troppi benpensanti che gestiscono e affollano i concorsi letterari. Il riconoscimento al Premio Lorenzo Montano, però, mi è particolarmente gradito, perché è dedicato a un poeta in cui mi riconosco. Lorenzo Montano fu perseguitato dal nazifascismo per le sue origini ebraiche, tanto che quando vennero promulgate le leggi razziali si rifugiò prima a Londra e poi, in seguito ai bombardamenti che colpirono la città, nell’isola di Man. Dopo la guerra, il poeta fu sempre amico dei diritti umani, della pace e della civiltà. Un autore e un uomo di notevole valore. Per me è un onore ricevere un premio che porta il suo nome”.

Nella foto, l’edizione speciale di Ba Ta Clan riservata ai membri del Parlamento europeo. L’assemblea dell’Ue ha inviato al poeta un encomio per l’opera, i cui versi sono un’ispirata manifestazione di cordoglio per le vittime del terrorismo e contemporaneamente un invito all’impegno civile e culturale contro questa terribila piaga che funesta il nostro tempo.