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Cronaca

G8, in piazza Alimonda il ricordo di Carlo e la voce di Don Gallo: “Fu una vera imboscata” fotogallery

Genova. “E’ indecente e inaccettabile che nell’anniversario del G8 di Genova il governo cancelli la discussione sulla legge sulla tortura ignorando quanto è avvenuto alla Diaz e a Bolzaneto e facendo sì che l’Italia resti l’unico Paese europeo senza un legge che punisca questi abusi”. Come ogni anno in piazza Alimonda accanto alla famiglia Giuliani e agli amici di Carlo c’è anche l’ex portavoce del Genoa social forum Vittorio Agnoletto. E la sua voce si mescola a quella di tanti altri che sottolineano come la coincidenza di date suoni come una beffa. Piazza Alimonda è mezza piena, c’è la musica, ci sono le tavole di Zerocalcare ed Alessio Spataro, c’è qualcuno che ha cancellato con un pennarello il nome della piazza trasformandola in piazza Carlo Giuliani.

Il ceppo è lì in mezzo all’aiuola, c’è chi porta fiori, chi posizione un grande cartello “Le nostre idee non moriranno mai”. Sulla cancellata della chiesa gli striscioni, poi il palco, la musica, qualche momento di commozione quando Haidi Giuliani ricorda Don Gallo: “Quel prete con il sigaro non lo nomino, perché è qui con noi e lui ricorderebbe con noi quei ragazzi che non hanno ucciso nessuno né ferito nessuno e sono ancora in carcere”. Ed è proprio la voce di Don Gallo a risuona nella piazza pochi minuti dopo, lui che nel 2001 quella sera stessa parlò di piazza Alimonda “come di una vera e propria imboscata”.

Il padre di Carlo, Giuliano Giuliani, dopo 15 anni e un processo che non c’è mai stato è ancora a caccia della verità. “Per i processi ci vogliono dei magistrati che siano persone degne, come Enrico Zucca, Francesco Cardona, Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati che hanno insistito per arrivare alla verità su Diaz e Bolzaneto, a noi sono toccati invece individui un po’ farlocchi che oltretutto, essendo l’omicidio di Carlo il primo fatto grave del G8, anzi il più grave, lo hanno archiviato per togliersi dall’impiccio”.