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G8 di Genova, non solo ‘memoria’: dal debito alla finanza, un altro mondo è ancora possibile?

Debito pubblico, finanza, migranti, repressione e tortura: a 15 anni dal G8 incontri e dibattiti riprendono i nodi sollevati dal movimento no global

Genova. Sono passati 15 anni dalle giornate di Genova 2001 e se la memoria riporta, per chi lo ha vissuto da vicino, le vetrine infrante, le cariche della polizia, le violenze alla Diaz e a Bolzaneto e la morte di Carlo Giuliani, quello che oggi sembra lontanissimo è il ricordo delle motivazioni che portarono il movimento no global a scendere in piazza: le tematiche legate allo sviluppo, all’ambiente, il rapporto tra i Paesi del Nord e del Sud del mondo, la povertà, il debito. Esperti internazionali da tutto il mondo arrivarono a Genova per dibattere, discutere e proporre un modello di sviluppo alternativo.

Quel movimento finì la sera del 20 luglio, frantumato da quello che accadde nelle piazze dove insieme per la prima volta erano scesi anarchici e ‘papa-boys’, ambientalisti e sindacati, centri sociali e suore. Un movimento costruito e cresciuto negli anni e cancellato nello spazio di una notte.

Ma i problemi che quel movimento sollevò restano attuali più che mai, così come la necessità di risposte alternative a quelle che vengono imposte quotidianamente come assiomi.

Così nell’anniversario dei G8, accanto alla memoria di quei fatti (il momento clou sarà ancora come ogni anno il 20 luglio in piazza Alimonda) quest’anno forse per la prima volta si tenta di riaccendere il dibattito guardando al presente, ai nodi mai risolti, e sopratutto al futuro. Venerdì magistrati, avvocati, studiosi e anche rappresentanti del governo hanno affrontato il tema della tortura, con una legge in discussione in parlamento (ce lo impone da anni la Corte europea dei diritti dell’uomo) giudicata da molti largamente insufficiente.

Domani invece a Palazzo Ducale si tornerà dopo 15 anni a parlare di debito: nel 2001 il problema del debito pubblico dei paesi del Terzo mondo era visto dal mondo no global come una fardello insopportabile, che impediva lo sviluppo economico e la democrazia dei cosiddetti “Paesi in via di sviluppo”. Per i movimenti si rendeva necessario l’annullamento o la ristrutturazione dei debiti sovrani. Anche la Chiesa con il Giubileo 2000 si poneva questi problemi. Le grandi potenze e le istituzioni finanziarie non accettarono una simile impostazione. Ai giorni nostri il debito è diventato una questione globale. Il debito è considerato il passepartout che consente in un clima emergenziale di realizzare ulteriori privatizzazioni dei beni comuni e riduzione degli spazi di democrazia. La proposta di rivedere il debito sovrano per la prima volta è stata oggetto di scontro politico istituzionale nel caso greco. Nell’enciclica “Laudato Sì” il debito viene definito strumento di controllo. Papa Francesco, nel messaggio per la celebrazione della XLIX giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2016, lancia un appello alla cancellazione o alla gestione sostenibile del debito internazionale degli Stati più poveri. Domani a Palazzo Ducale si parlerà di tutto questo con una lunga giornata di dibattito, gruppi di lavoro e tavole rotonde. Presenti fra gli altri padre Alex Zanotelli e Francesco Gesualdi, fondatore dei Centro nuovo modello di Sviluppo. L’evento è organizzato da Palazzo Ducale insieme al comitato piazza Carlo Giuliani

Stasera, lunedì 18 luglio alle 18 al circolo Bianchini di piazza Romagnosi a Marassi si torna a parlare di quel movimento: “A 15 anni dal G8 di Genova è ancora necessario un movimento per l’alternativa?”. Ne parleranno fra gli altri Haidi Giuliani, Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus; Paolo Ferrero, segretario naz. Rifondazione Comunista; Nicola Fratoianni, Sinistra Italiana; Claudia Candeloro, portavoce naz. Giovani Comunisti/e; Walter Massa, presidente Arci Liguria; Nicoletta Dosio, portavoce Movimento NOTAV; Monica De Sisto, Stop TTIP Italia; Valentina Orazzini, FIOM; rappresentante CGT. Modera Davide Ghiglione.

Sempre stasera (lunedì 18 ore 21) al cinema Corallo ci sarà la proiezione di ‘Black Block’, il film documentario realizzato da Carlo Bachschmidt. E’ previsto un intervento del sostituto procuratore generale di Genova Enrico Zucca.

Mercoledì 20 luglio alle 9.30 a Palazzo Ducale ‘ La finanza che uccide il lavoro’. con interventi di delegati e rappresentanti delle RSU di imprese nazionali e multinazionali, fra i quali Massimo Dellagiovanna (RSU Ericsson) e Fabio Cecchini(RSU Piaggio Aeronautica). L’evento è organizzato dal Comitato Piazza Carlo Giuliani insieme alla Fiom di Genova. Poi dalle 15 appuntamento in piazza Alimonda con musica e sessione di disegno live (partecipano fra gli altri Alessio Spataro e Zerocalcare)

Giovedì 21 alle 20,30 presso la palestra della Scuola Pertini – Diaz, presentazione di Happy Diaz di Massimo Palma. Si parlerà di repressione e tortura con Enrica Bartesaghi, Paolo Bensi, responsabile in Liguria per Amnesty International; Arnaldo Cestaro; Mark Covell, Italo Di Sabato, coordinatore Osservatorio sulla Repressione; Lorenzo Guadagnucci, giornalista; Emanuela Massa, responsabile educazione ai diritti umani in Liguria per Amnesty International.

Sabato 23 alle 10 a Palazzo Ducale ‘Migranti, profughi, poveri. La costituzione e il diritto di asilo. L’accoglienza e la noncuranza’. Intervengono: Alessandra Ballerini, avvocato; Salvatore Palidda, sociologo; Italo Di Sabato, coordinatore Osservatorio sulla Repressione; PaoloPalazzo,Ass. Senza Paura; Medici, testimoni e solidali con le persone in viaggio.

Infine sabato 23 pomeriggio e domenica 24 luglio, presso l’impianto sportivo Ca de Rissi a Molassana, il torneo di calcio Carlo Giuliani.