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Pallanuoto

Dalla Thailandia a Bogliasco: “Per imparare dal maestro Sinatra”

Parla Daniele Ferri, coach della nazionale femminile thailandese che partecipa al Torneo Internazionale Città di Bogliasco: "Sognamo le Olimpiadi fra quattro anni"

Si apre sabato 17, per poi concludersi il giorno successivo, il Torneo Internazionale Città di Bogliasco di pallanuoto femminile. In vasca scenderanno oltre alle padrone di casa della Bogliasco Bene, anche le “cugine” di ponente della Rari Nantes Imperia, il Varese Olona Nuoto e, la nazionale thailandese di pallanuoto.

L’internazionalità del torneo è quindi più che rispettato con una squadra che arriva dall’estremo oriente, ma che ha un’anima molto italiana, quella di Daniele Ferri, tecnico toscano che da tre anni risiede in Thailandia per allenare l’emergente squadra femminile. In questo periodo sta facendo fare un tour alle sue ragazze in Italia, una delle culle della pallanuoto, per far loro acquisire esperienza. Sarà molto probante per una nazionale molto giovane, ma che sta crescendo molto con gli insegnamenti di Ferri.

“Sono arrivato a Bangkok tramite un amico, – dice il tecnico toscano trapiantato in Thailandia – la federazione thailandese cercava un tecnico per un nuovo progetto dedicato alla pallanuoto femminile. Sono partito e sinceramente pensavo che sarei rimasto per un tempo breve, un periodo sperimentale, invece il lavoro funzionava, abbiamo cominciato a vincere. Il massimo lo abbiamo raggiunto lo scorso anno quando abbiamo conquistato i Seagames, un’impresa leggendaria. Era il 15 giugno 2015 e abbiamo battuto Singapore, a casa loro, un risultato impensabile”

Tanto lavoro è stato fatto da Ferri in questi tre anni, ma i risultati sono arrivati, come il terzo posto alla Coppa d’Asia nel 2013 dietro a Cina e Singapore, fino alla vittoria dei Seagames: “Avevamo un gruppo di venti giocatrici, abbiamo cominciato ad andare nelle scuole e nelle università, oggi possiamo contare su almeno sessanta ragazze, dai 13 ai 22 anni, un grande successo considerando che il movimento è partito solo tre anni fa.

Dopo quella vittoria il governo ci supporta, le ragazze possono accedere più facilmente all’università, hanno un presente e futuro più tranquillo e sicuro. Abbiamo anche uno sponsor importante, un’azienda che produce patatine, le Pothe: sui sacchetti ci sono le foto delle ragazze in calottina, passano gli spot in televisione, è una grande soddisfazione. Ma ripeto se non vinci non sei nessuno”.

Intanto, però il primo obbiettivo è quello di organizzare un campionato, perché, difficile da credere, ma vero, in Thailandia non esiste. Quindi Ferri è costretto a lavorare sui tornei, sui common training e sulle amichevoli. Inoltre il sogno è partecipare alle Olimpiadi giapponesi fra quattro anni.

L’esperienza delle thailandesi non poteva non passare da Bogliasco: “Perché qui c’è una delle più grandi scuole del mondo di pallanuoto – prosegue Ferri –  perché ho visto bambini che si muovono bene, che tengono la palla in mano, anche se molto piccoli, perché Mario Sinatra è un grandissimo maestro. Sono felice e onorato di essere qui per come siamo stati accolti, con gentilezza, disponibilità e grande collaborazione. Mi piacerebbe portare in Thailandia atlete come Teresa Frassinetti e Elisa Casanova per un training camp, organizzare un torneo e farle giocare, una per squadra, sarebbe meraviglioso”

Ferri si è anche soffermato su alcuni punti della cultura e della società Thai in cui si trova a vivere e lavorare quotidianamente, ad esempio la condizione delle donne: “Le donne hanno disciplina e tante rinunciano alla vita personale per buttarsi sul lavoro, ci sono molte manager anche se il capo resta comunque un uomo. I grandi imprenditori le vogliono a gestire il lavoro ma non offrono loro l’opportunità di fare carriera. Vedo questa serietà e dedizione anche nello sport. Le mie ragazze sono casa, studio e piscina, tutti i giorni e non mancano mai ad un allenamento.

La società è spaccata da una parte famiglie che seguono le ragazze, dall’altra quelle che le abbandonano – dice ancora il tecnico – lo sport non fa venire cattivi pensieri e sono molto orgoglioso del lavoro che stiamo facendo anche in questo senso. Le mie ragazze dopo aver vinto i Seagames hanno avuto accesso alle migliori università, un investimento importantissimo per il loro futuro”.

Infine sulla sua vita in un Paese così lontano e diverso dall’Italia dice: “Il 90% della mia vita gira intorno al lavoro, vivo in un albergo a pochi passi dalla piscina. Allenamenti, studio e programmazione: cerco di ritagliarmi spazio anche da dedicare agli amici, magari italiani, mangiamo una pizza e parliamo del nostro paese ma a me piace stare con il popolo thailandese, per conoscere la loro cultura, così diversa dalla nostra”