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Crollo torre Piloti, l’ex comandante Angrisano: “Scenario terribile, capii subito che era errore umano”

"Se comandante avesse segnalato anomalie la nave non sarebbe mai uscita dal porto".

Genova. “Uno scenario terribile, si scavava con le mani”. L’ammiraglio Felicio Angrisano, ex comandante de Porto di Genova ricorda con la voce rotta dal dolore il momento in cui la sera del 7 maggio 2013 seppe che la la Torre Piloti era crollata dopo l’urto della Jolly Nero sulla banchina di molo Giano.

“In quel momento stavo leggendo il discorso che avevo preparato per il discorso per il passaggio di consegne all’ammiraglio Melone” racconta Angrisano. Il giorno successivo infatti era prevista la cerimonia di insediamento del nuovo comandante mentre Angrisano era stato chiamato a Roma al comando generale delle Capitanerie di porto. Proprio quella mattina lui e Melone avevano insieme visitato proprio la torre dei piloti. Angrisano dopo i tragici fatti resterà a Genova molti giorni in più, fino al 17 maggio, il giorno successivo ai funerali, coordinando i soccorsi e poi affiancando il collega Melone nelle prima decisioni da prendere e nelle fase iniziali dell’inchiesta attivata dalla capitaneria.

“Riguardando la scena è logico pensare che l’urto e sia dipendo dal comportamento umano – ha detto l’ammiraglio in aula – non so di chi, sarà il processo ha stabilirlo”. Angrisano ha raccontato come il lavoro dei soccorritori sia stato difficilissimo in quelle macerie: “Abbiamo chiuso parte dello specchio acqueo perché cercavamo anche persone in mare, ma nella zona del crollo non potevano far scendere più di quattro subacquei per volta – era un rischio perché ogni cosa che si toccava poteva provocare un nuovo crollo”.

L’ex comandante del porto di Genova, oggi in pensione, ha spiegato anche quale è la procedura per l’uscita dalle navi dal porto: “Il comandante è il responsabile della sicurezza a bordo e ci deve comunicare formalmente se la nave è nelle condizioni di partire fornendoci anche la check-list. Anche il pilota, se si fosse accorto di qualche anomalia avrebbe dovuto avvertirci. Se ci avessero comunicato che c’erano delle anomalie avremmo fatto, come prevede la procedura, un sopralluogo a bordo, e quella nave non sarebbe mai partita”.