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Il tavolo

Centro storico, vertice sulla sicurezza. La Prefettura: “Intensificheremo controlli nei vicoli”

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Genova. Vertice in prefettura questa mattina sulla situazione del centro storico genovese dopo i recenti episodi di violenza e le preoccupazioni manifestate dai commercianti a partire da quelli della zona di via Canneto il Curto. All’incontro con il prefetto Fiamma Spena hanno partecipato il sindaco di Genova Marco Doria che aveva chiesto l’incontro, l’assessore Elena Fiorini, il presidente del municipio centro est Simone Leoncini e il procuratore Capo Francesco Cozzi.

La prefettura ha analizzato i dati sostenendo che di fatto dopo l’ultimo vertice di dicembre i passaggi e i controlli delle forze dell’ordine sono aumentati con un conseguente miglioramento della situazione con una “riduzione nel primo semestre 2016 di circa il 10% dei reati rispetto al primo semestre 2015” si legge in una nota della Prefettura. Ma tutti al tavolo, dal sindaco Doria al presidente del municipio hanno chiesto un’ulteriore intensificazione della presenza. La Prefettura ha dato preso nota delle criticità che per quanto riguarda lo spaccio riguardano in particolare le zone di Canneto, della Maddalena, di vico Mele e dell’area adiacente ai giardini Luzzati dando la propria disponibilità ad intensificare i controlli con una “rimodulazione dei servizi attualmente in atto in modo da assicurare una maggiore presenza e visibilità delle Forze dell’Ordine nelle zone del Centro Storico in cui si è verificata la recrudescenza di alcune fattispecie criminose”.

“E’ stata condivisa, inoltre – si legge sempre nella nota del Prefetto – la necessità che il tema della sicurezza debba essere affrontato, non solo attraverso l’attività di prevenzione e contrasto delle Forze di Polizia, ma anche con un impegno dell’Amministrazione comunale volto ad assicurare un’ adeguata riqualificazione delle zone maggiormente degradate. Ciò al fine di consentire una migliore fruibilità degli spazi da parte dei residenti ed incidere, conseguentemente, su tutti quei fattori sociali che contribuiscono ad ingenerare insicurezza nei cittadini”.

In base ai dati forniti dalla Prefettura nel primo semetre del 2016 sono stati effettuati circa 3000 interventi di controllo coordinato del territorio, per una media di circa 18 operazioni al giorno e disposti, complessamente, 212 arresti nonché 183 espulsioni.

“Il nostro obiettivo – spiega il presidente del municipio Simone Leoncini – non è tanto quello di mettere sotto esame il lavoro delle forze dell’ordine quanto quello di tentare di rispondere a una domanda di legalità e di normalità che ci arriva dai cittadini che vivono in centro storico”. Mentre prima infatti, rispetto al centro storico c’era una sorta di ‘tolleranza’ rispetto alla microcriminalità, dalla prostituzione allo spaccio, oggi “c’è una cittadinanza attiva e una domanda di cambiamento che va raccolta”.

D’accordo il procuratore Franco Cozzi che ha spiegato come il centro storico sia un priorità assoluta per la Procura di Genova che sta per esempio adottando come provvedimento contenitivo la misura del divieto di dimora in centro storico per gli spacciatori che vengono arrestati.

Il sindaco e il presidente Leoncini hanno anche segnalato al tavolo un allargamento del fenomeno della prostituzione che dalla zona della Maddalena arriva ormai ai macelli di Soziglia. Anche su questo il procuratore Cozzi ha fatto sapere che le indagini per individuare gli sfruttatori sono in corso.

“Abbiamo sollecitato un rafforzamento dei servizi di controllo – ha sottolineato il sindaco Marco Doria – perché preoccupati per i fatti di violenza che si sono verificati nelle ultime settimane. Il centro storico è il cuore della città, un quartiere vivo e fondamentale per i genovesi e per i turisti. Non può né deve essere identificato con episodi di criminalità e di violenza, ma proprio per questo bisogna intensificare la prevenzione e la repressione di fenomeni di illegalità. Il Comune sta facendo la sua parte con il lavoro della Polizia Municipale ma anche con diverse azioni di riqualificazione urbana e di risposta al disagio sociale. Mi riferisco ad esempio al patto d’area di Prè, all’ordinanza sulla vivibilità, alle nuove scuole della Maddalena e di piazza delle Erbe e al progetto Chance”.

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