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Le cause

Cantieri, traffico e sbalzi di pressione su tubi di 70 anni: Iren “spiega” i guasti idrici di giugno

Ma il gruppo sottolinea: "Per le perdite siamo nettamente sotto la media nazionale". Ma gli incidenti potranno ripetersi

principe tubo dell'acqua esploso

Genova. Tubi di ghisa che hanno tra 70 e 90 anni e che piano piano verranno sostituiti e che sono saltati a fine giugno in diversi punti della città per cause diverse dovute a lavori, sbalzi di pressione e passaggio di mezzi pesanti sulla strada che hanno stressato giunti e connessioni. generati da un lato in zona Borzoli a causa di un importante intervento straordinario effettuato nel Rio Fegino e dall’altro in zona Principe, dove il guasto in piazza Acquaverde ha dato origine alla rottura in Salita degli Angeli.

Lo hanno spiegato questa mattina i responsabili di Iren. In particolare Giovanni Gnocchi, responsabile del servizio idrico integrato del Gruppo, ha illustrato le cause dei guasti alle tubature che hanno provocato disagi ai genovesi nelle ultime settimane. La rete idrica genovese – spiegano da Iren – vista la conformazione della città e le interconnessioni che hanno consentito in questi anni di evitare crisi idriche e razionamenti è “particolarmente complessa e necessita spesso di pressione elevata.

Ma che cosa è successo a fine giugno? Per Iren lo scoppio del tubo in piazza Acquaverde, causato probabilmente dal passaggio di mezzi pesanti che hanno provocato un movimento del terreno ha causato qualche ora dopo, come una reazione a catena, la rottura in salita degli Angeli a Di Negro. Anche la grossa perdita in via Semini a San Quirico sarebbe causata “dall’aumento improvviso del traffico di mezzi pesanti”. Nessuno lo dice ma forse il collegamento potrebbe essere relativo ai cantieri del terzo valico. I problemi in via Borzoli invece derivano dai “lavori per la messa in sicurezza del rio Fegino”. Iren per lo spostamento dei tubi ha dovuto fare una prima interruzione programmata del servizio che ha causato la rottura una prima volta, e le variazioni di pressione in fase di ripristino di fatto hanno causato, a catena, le altre tre. E, visto che i lavori in quella zona saranno parecchio lunghi, altre rotture ed altri disagi sono tutt’altro che da escludere.

A Genova le perdite fisiche della rete sono appena del 16% contro il 31,9% della media nazionale e che tra il 2012 e il 2015 il numero di segnalazioni per perdite si è ridotto di circa il 37%. Gli interventi sono cominciati e si sono conclusi entro i tempi previsti dalla carta di servizio (38 minuti per l’avvio dell’intervento e 24 ore il tempo massimo per il ripristino del servizio idrico. Dal punto di vista operativo Iren impiega 271 tecnici di mediterranea delle acque più 120 operai di ditte esterne per i lavori di scavo. I “reperibili” sono 25 divisi in 4 squadre che lavorano di notte e nei festivi.

Gli interventi per il futuro. Solo nel biennio 2016/2017 l’azienda sostituirà 10 km metri di condotte idriche sulla rete genovese: in pratica i vecchi tubi in ghisa grigia saranno sostituiti con materiali più performanti. Attualmente a Genova su 1203 km di condotti idrici circa 400 km sono in ghisa. Ancora il programma di ricerca delle perdite sarà focalizzato sulle tubazioni in ghisa grigia e di maggior diametro e verranno ispezionati 100 chilometri di rete ogni anno.

Gli investimenti. Iren ha investito oltre 33 milioni di euro dal 2010 al 2015, ripartiti tra manutenzioni straordinarie e rinnovamento delle reti (circa 18,2 milioni di Euro) e ordinari (circa 15 milioni di Euro), sottolineando come si sta intervenendo di più per il miglioramento strutturale del servizio, disperdendo meno risorse per le riparazioni puntuali.