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Attentato a Nizza, il presidente di Battibaleno: “Città sotto choc, inspiegabile come quel tir sia passato”

L'equipaggio di Battibaleno, che da un anno, si è spostato da Genova a Nizza, aveva lasciato la promenade poco prima dell'inizio dei fuochi

Genova. Una città frastornata, che non si capacita di quanto sia accaduto ieri sera. A raccontare come si vive a Nizza a poche ore dal terribile attentato è Alberto Marco Gattoni, presidente di Battibaleno, associazione franco-genovese che si occupa del monitoraggio del Santuario dei Cetacei. Da un anno circa Battibaleno (che è stata fondata in Francia nel 1995 e in Italia nel 1997) ha trasferito temporaneamente la sua attività di formazione, monitoraggio e whale whatching, da Genova a Nizza proprio per osservare da vicino la parte francese del Santuario.

Ieri sera, per fortuna, l’intero equipaggio di Battibaleno aveva lasciato la Promenade des Anglais proprio poco prima dell’inizio de fuochi: “Non li amo molto per via del rumore” racconta Gattoni. “E tutto assurdo, due giorni fa sono stato fermato perché sono passato con il giallo-rosso e nonostante fosse deserto la polizia è stata molto dura. Qui oggi tutti continuano a chiedersi come abbia fatto un camion a passare”.

Oggi la promenade “che è l’anima della ville de Nice” resta chiusa: “Decine di psicologi sono al lavoro negli ospedali per sostenere i feriti e le famiglie delle vittime e tutti sono piuttosto frastornati”. “Sarà un duro colpo per il turismo – racconta lo skipper – e i commercianti sono molto preoccupati. Tutti si lamentano del ritardo con cui la polizia è intervenuta, c’è rabbia e paura, ma anche tanta tristezza”.