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Vicenda Iplom, Punto a capo: “Rendere subito compatibili territorio e azienda”

Busalla. Subito strumenti per rendere compatibili azienda e territorio, informazione alla popolazione e rilevazioni sulla qualità dell’aria. Dopo due mesi esatti dall’incidente di Fegino, nel quale la rottura dell’oleodotto che collega il Porto petroli di Multedo a Busalla ha causato lo sversamento di 700 metri cubi di petrolio nel Polcevera, “Punto… a capo” prende posizione sulla vicenda sulla vicenda Iplom con una nota che affronta le diverse e complesse questioni oggi sul tappeto.

“Da tempo portiamo all’attenzione in varie sedi la necessità di adottare gli strumenti previsti per regolamentare e rendere più compatibile l’attività della raffineria e la Valle Scrivia. Le questioni della compatibilità territoriale e dell’impatto ambientale della raffineria non sono urgenze da rispolverare in occasione del momento emergenziale”, si legge.

I rappresentanti di “Punto… a capo” ribadiscono “la necessità di completare lo studio del Rischio di incidente rilevante, propedeutico alla redazione del Piano Urbanistico Comunale e di coinvolgere il più possibile in tale attività la popolazione e le associazioni di categoria presenti sul territorio. Siamo fermamente convinti che sia indispensabile prevedere, all’interno di tale studio, i Programmi Integrati di Intervento, strumenti che stabiliscano in modo chiaro e concreto le compensazioni dovute al territorio per le limitazioni urbanistiche ed ambientali derivanti da tale attività industriale”.

I rappresentanti del gruppo consiliare sono certi che si possano conciliare le esigenze del lavoro e quelle della tutela del territorio, la sicurezza dei lavoratori e quella degli abitanti delle aree interessate dagli impianti, senza costi aggiuntivi per la collettività e senza danni per l’ecosistema.

Ma i punti caldi per “Punto… a capo” sono due. “Il primo è l’incertezza sull’effettiva preparazione della popolazione sui comportamenti da tenere in caso di incidente rilevante. Non basta dire ‘il piano di emergenza è a disposizione’: occorre, come accade in molte altre realtà, informare, formare, aggiornare ed occorre farlo con regolarità e con messaggi chiari e comprensibili a tutti – si legge nella nota – Il secondo è l’impatto urbanistico ed ambientale”.

E lanciano una provocazione “Oggi, ad impianto spento, può essere molto utile fare delle rilevazioni atmosferiche. Ciò consentirebbe inequivocabilmente di avere un termine di paragone tra l’inquinamento presente con Iplom funzionante e con l’azienda spenta”.

La nota ricorda come si “debba pensare per tempo ad un domani, prossimo o remoto che sia, in cui le produzioni possono cessare o essere riconvertite, a tutela del lavoro di chi è già impegnato nel settore, di quello dei nostri figli che dovranno trovare nuove vie per lo sviluppo sostenibile del nostro territorio, dei cittadini e dell’ambiente”.

“Punto… a capo” sollecita infine un cambio di strategia. “Siamo passati dal muro contro muro della precedente amministrazione ad una Giunta che osserva queste vicende con aulico distacco: noi siamo per una via di mezzo, si al dialogo ma con regole certe e chiarezza di ruoli. Oggi sono troppe le zone grigie e soprattutto manca nella popolazione la consapevolezza di come agire in caso di incidente e delle opportunità che le leggi ci offrono”, termina la nota.