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Tubi dell’acqua esplosi a Genova, Tursi a Iren: “I cittadini devono stare tranquilli” foto

Porcile: "Serve la garanzia che quanto accaduto sia un'eccezione e non una realtà a cui la città si deve abituare”

Porcile. Dopo i gravi fatti accaduti negli scorsi, in cui a Genova sono esplosi numerosi tubi dell’acquedotto in diverse zone della città, causando enormi disagi al traffico e lasciando migliaia di persone senza acqua, stamattina l’assessore Italo Porcile ha avuto un primo confronto con Iren.

“Almeno per quello che riguarda gli interventi di immediato ripristino, come sempre in collaborazione con vigili del fuoco, municipale e protezione civile, per quanto ci siano stati disagi significativi, sono stati tempestivi i tempi per il ritorno alla normalità – ha detto l’assessore – Il fatto che nel giro di pochi giorni si sia verificato un numero così elevato di rotture, però, preoccupa molto”.

Da qui il confronto odierno con il gestore. “Ci è stato fornito un primo quadro informativo, che secondo noi non è sufficientemente rassicurante ed esaustivo a fronte di quanto accaduto. Tuttavia i dati, in termini di chiamate e di interventi eseguiti, non mostrano un progressivo deterioramento della rete, anzi nel 2016 i numeri parlano di una riduzione – prosegue Porcile – Ma gli ultimi 10 giorni devono comunque rappresentare un campanello d’allarme, quindi abbiamo chiesto di avere le relazioni tecniche e di poter incrociare i dati in dettaglio per aree della città, quindi di aver un quadro più dettagliato per poter rassicurare che quanto accaduto sia un’eccezione e non una realtà a cui la città si deve abituare”.

Risposta che non è bastata a molti consiglieri comunali, in particolare a quelli che sull’argomento hanno presentato apposite interrogazioni, cioè Paolo Putti (M5S), Antonio Bruno (Fds), Guido Grillo (Pdl) e Alfonso Gioia (Udc). Per loro i dati forniti da Iren non sono assolutamente sufficienti e soprattutto non ritengono che gli interventi di manutenzione siano sufficienti.

Un’altra preoccupazione è che siano sempre i cittadini a dover pagare. “Il Comune deve assicurarsi che paghi il gestore, ma per fare questo occorre una diffida formale da parte di Tursi”, ha precisato Gioia. Sulla complessa vicenda sono intervenuti anche i consiglieri Enrico Musso (Lista Musso) e Simone Farello (Pd), che ha ribadito l’importanza di una commissione specifica sulle rotture degli ultimi giorni, ma anche la necessità di coinvolgere la struttura tecnica dell’Ato affinché verifichi la corretta manutenzione degli acquedotti di tutti i Comuni della Città Metropolitana.

E proprio un incontro su questi temi è previsto domani fra i 67 Comuni della provincia, come ha ricordato il consigliere delegato Enrico Pignone, in vista del consiglio metropolitano che prevede all’ordine del giorno il programma degli interventi e la tariffa del servizio idrico integrato per il quadriennio 2016/2019, il piano economico finanziario 2016-2032, l’adeguamento della convenzione tra Città metropolitana di Genova e Ireti Spa.